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Avola, via libera alla revisione del piano regolatore generale

Il consiglio comunale di Avola ha dato il via libera alle osservazioni al Piano regolatore. Delle 126 avanzate da associazioni e cittadini, l’aula ne ha accolti poco più della metà. Il carteggio è stato adesso trasferito a Palermo per la definitiva approvazione. La revisione del piano ha sbloccato vincoli trentennali che fino a oggi bloccavano i terreni dei cittadini impossibilitati a realizzare immobili nelle proprietà.

Sviluppo del territorio e salvaguardia ambientale, la direttrice su cui si è mossa la revisione del piano regolatore. “Crescita della città, edilizia, assetto urbano e sviluppo – sottolinea il sindaco Luca Cannata – Abbiamo dotato la nostra città di uno strumento di gestione del territorio sostenibile e che permette nuovi investimenti secondo una pianificazione urbanistica innovativa ed è stato approvato un efficace strumento per lo sviluppo economico, agricolo e turistico della nostra città. E considerata la grandezza della città, le osservazioni al Prg non sono state tante, segno che il Piano era stato già elaborato tenendo conto delle varie esigenze territoriali e degli interessi di tutti”.

Per la redazione della revisione del piano, l’ufficio urbanistica ha usufruito della collaborazione della struttura didattica speciale della facoltà di Architettura di Siracusa, dello staff dell’Alta, del gruppo dei geologici, della consulenza dello studio agricolo forestale. Con la revisione del Prg tutte le zone della “24 metri” e limitrofe alla via Labriola saranno sbloccate. Nell’area dove era previsto il grande parco urbano, adesso i privati potranno realizzare, ad esempio, strutture per ricettività o impianti sportivi tramite il sistema della perequazione. Stessa cosa vale per le aree commerciali lungo la circonvallazione: prima erano aree artigianali pure, adesso sono due grandi aree perequative indicate come aree risorsa a vocazione commerciale ma con un mix funzionale, cioè possono avere un minimo di residenza, di servizi, di terziario e di uffici e soprattutto i proprietari acquisiscono un plafond di edificabilità, in cambio di una porzione di terreno che servirà per i servizi come aree attrezzate, parcheggi e strade.

Quanto al centro storico, tutte le realtà che saranno ritenute incongrue, potranno subire delle modifiche. Come il palazzo di 7 piani in cemento armato che potrà essere demolito e ricostruito rispettando i parametri di legge. Tra le osservazioni approvate, ad esempio, il lotto minimo agricolo per ottenere la possibilità di edificare non sarà più 5 mila metri quadrati ma è stato ridotto a 3 mila mq. Oltre 4 anni di lavoro e una partecipazione così ampia della cittadinanza, ma adesso si attende solo il via libera dalla Regione Siciliana

 

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