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In barba alla Legge Severino e alla morale: benvenuti agli impresentabili porteranno voti alle rispettive liste

Il problema che insorge ancora una volta in questi frenetici giorni tra etica e politica non è un’impressione sbagliata, sarebbe come dire che tutto il mondo è paese. Ma affrontare i temi etici e morali in Sicilia è più difficile che altrove. In gran parte questo è dovuto a una presenza particolarmente forte della mafia da sempre in connubio con la politica. Ma alla fine, si arriva sempre a dei compromessi e le cose si risolvono anche contro le leggi dello Stato da chi rappresenta lo Stato e fa leggi.

Sulle elezioni regionali appena iniziate, a parole sarebbero tutti per le liste pulite; il candidato governatore del centrodestra, Nello Musumeci, sia l’allievo presidente del centrosinistra, Fabrizio Micari. Ma le chiacchiere stanno a zero e il dramma rimane che nell’una e l’altra parte sono stati imbucati nelle liste a far numeri e speranze e corrono per un posto all’Assemblea regionale siciliana tanti, troppi, candidati condannati per reati gravi come la corruzione elettorale e indagati per estorsione, abuso d’ufficio, falso e altro ancora. C’è da aggiungere i parenti degli ex impresentabili in un’eredità non dichiarata. Dei veri collezionisti di capi d’imputazione, come fossero crediti di onestà per restare in politica o per mantenerne il privilegio, compreso chi torna in campo in attesa che un giudice pronuncia una sentenza nei suoi confronti. C’è anche chi vanta storie di mafia e di capimafia di primissimo livello e chi invece è stato pizzicato in giro con i figli di boss latitanti a rivendicare la sua nostalgia per i boss del passato, con impaccianti conti in sospeso con la giustizia e le troppe numerose indagini in corso.

In questo giro di valzer etico e morale della politica siciliana, potrà ballare anche chi è noto alle forze di polizia e potrà realizzare il sogno di sedere negli scranni del potere alla Regione Siciliana con un lauto stipendio e dettar leggi. Peccato che le liste dei candidati alle elezioni regionali in Sicilia saranno passate al setaccio dalla commissione parlamentare Antimafia, che la prossima settimana si recherà in missione a Palermo.

La richiesta di un esame delle liste macchiate è stata avanzata alla commissione antimafia da Giovanni Ardizzone, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, da Giancarlo Cancellieri e da Claudio Fava. Per il fronte Antimafia gli “impresentabili“, sono tutti quelli che pure essendo candidati, dovrebbero poi essere sospesi in caso di elezione in virtù della legge Severino, compreso i candidati che hanno commesso reati previsti dal codice di autoregolamentazione delle candidature e votato all’unanimità da tutti i partiti e che è, di fatto, più restrittivo delle leggi esistenti in materia. Se non è uno scandalo, è di certo un pastrocchio tutto siciliano ma con lo zampino di Roma ladrona.

Concetto Alota

 

Un commento

  1. Il problema è il popolo che vota questi individui e che ancora crede non so a quale favoletta. Il malaffare lo vogliamo noi!

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