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Paolo Cugno e Laura Petrolito.

Canicattini, Paolo Cugno lucido quando uccise Lauretta

 Era capace di intendere e di volere Paolo Cugno, il 27enne manovale canicattinese che la sera di sabato 17 marzo ha ucciso la compagna venticinquenne Laura Petrolito e ne ha gettato il cadavere in un pozzo artesiano nelle campagne di contrada Tradituso. Lo ha stabilito il prof. Antonino Petralia che ha eseguito la perizia psichiatrica sull’indagato reo confesso.

Ieri mattina, in occasione dell’incidente probatorio, il consulente nominato dal gip del tribunale, Andrea Migneco, ha depositato la relazione tecnica con cui ha confutato quanto rilevato dai consulenti della difesa sull’insanità mentale di Cugno.

Nell’articolata e complessa relazione, il prof. Petralia ha stabilito che Cugno sia in grado di partecipare coscientemente alle fasi del processo ma ciò che più conta, che fosse in grado di intendere e di volere al momento in cui si è consumato il delitto della donna. Il consulente nominato dal giudice ha anche spiegato che l’indagato non sia un soggetto socialmente pericoloso. Rispetto a quanto avvenuto in passato, e più precisamente agli episodi psicotici avvenuti nel 2013 e nel 2014, rilevati dal consulente di parte, il perito Petralia ha stabilito essere stati indotti dall’uso di cannabinoidi che Cugno faceva in quel periodo. Ha poi rimarcato come l’uomo dal mese di gennaio non faccia più uso di sostanze stupefacenti, confortando la tesi della sanità mentale dell’indagato. E’ stata disattesa, quindi, la conclusione a cui era giunto in precedenza lo psichiatra Michele Lo Magro, nominato dalla difesa, il quale aveva evidenziato in Cugno un profilo psicologico disturbato al punto da indurre l’avv. Giambattista Rizza, che lo difende, a chiedere che il suo assistito venisse sottoposto alla perizia.

“L’esito della consulenza psichiatrica super partes – ha spiegato l’avv. Domenico Mignosa, patrocinatore del figlioletto che la coppia ha avuto durante la relazione – ha dimostrato che Paolo Cugno fosse ben consapevole di quanto abbia fatto alla compagna la sera del 17 marzo quando l’ha finita a coltellate prima di gettarne il cadavere nel pozzo. Adesso attendiamo gli sviluppi del procedimento penale al quale ci costituiremo parte civile”.

Al vaglio del giudice c’è la posizione di un uomo che si è macchiato di un grave delitto ai danni della donna che aveva intenzione di sposare ma con cui spesso aveva delle discussioni. Ed è forse al culmine dell’ennesimo litigio, che Cugno ha impugnato il coltello, tesi adottata dal pm Marco Dragonetti a compendio delle iondagini eseguite dai carabinieri. Come si ricorderà, l’autopsia, eseguita dal medico legale Francesco Coco – presente il dott. Corrado Cro, medico indicato dalla parte offesa – ha stabilito che la vittima è stata colpita con 16 coltellate tra l’addome e il torace. Fendenti che hanno trafitto il cuore, il polmone destro e gli intestini. La donna ha anche avuto un’emorragia che non le ha dato scampo.

Francesco Nania

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