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Confindustria Siracusa, nasce la sezione economia del mare

Nuova Sezione di categoria a Confindustria Siracusa. Ieri pomeriggio si è svolta nella sede di viale scala greca l’assemblea costituente della sezione “economia del mare, trasporti e logistica” che riunisce  le imprese associate dei settori cantieristica navale, agenzie marittime, trasporti marittimi, stradali e ferroviari, strutture di servizio logistico, l’ADSP ed approdi portuali.

Domenico Tringali, amministratore dell’omonimo cantiere navale di Augusta, è stato eletto all’unanimità Presidente. Vice Presidente   Giuseppe Carianni (Ecoambiente Srl)  e componenti dell’esecutivo Alessandro Ambrosio (Lubricarbo Srl), Andrea Annunziata (Adsp Catania-Augusta), Luigi Boccadifuoco Mauceri (Agenzia marittima  Boccadifuoco Srl), Francesco Torina (Trenitalia).

La sezione conta 15 imprese per circa 250 dipendenti. “Assume una valenza strategica – ha commentato Domenico Tringali – proprio perché interessa lo sviluppo economico di un territorio che da Augusta a Siracusa deve puntare ad incrementare gli investimenti pubblici collegati all’Autorità di sistema Portuale e gli investimenti privati collegati alla ZES, non tralasciando lo sviluppo turistico anche di Siracusa. “L’economia del mare – ha detto Domenico Tringali – muove l’8% del Pil nazionale ed il porto “Core” di Augusta deve puntare ad avere un ruolo chiave per i traffici nel Mediterraneo”.

Diego Bivona, Presidente di Confindustria Siracusa, ha detto: “Si rafforza la rappresentanza e la mission di Confindustria Siracusa: più opportunità di lavoro e più occupazione in un territorio che deve puntare coeso al rilancio  di  Industria e turismo per uno sviluppo armonico e sostenibile.  “ Occorre realizzare attraverso un’azione coordinata tra settore privato, governo regionale ed enti locali e nel rispetto dei principi di sostenibilità un piano che miri alle infrastrutture del territorio in cui il Porto di Augusta ed il Porto di Siracusa sono al primo posto.

La loro collocazione geopolitica, centrale tra Europa e Mediterraneo, deve dare nuova visibilità ai nostri porti, agli interporti ed ai retroporti rilanciando quella che potremmo definire a tutti gli effetti l’Economia del mare ”.

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