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Ias Priolo, rientrata l’emergenza per guasto a un impianto

E’ durata diverse ore lo scorso weekend l’emergenza nella zona industriale a causa di un problema che si è verificato a uno degli impianti del depuratore biologico Ias di Priolo. Una situazione di particolare apprensione che è stata risolta con l’intervento dei tecnici dell’Ias che hanno ripristinato in breve tempo il corretto funzionamento dell’impianto. L’allerta ha riguardato tutte le imprese del petrolchimico che smaltiscono i liquami nel depuratore biologico; tutte erano pronte a fare scattare il protocollo per la salvaguardia dell’ambiente.

L’inconveniente tecnico ha messo a nudo i problemi legati alla vetustà degli impianti dell’Ias. “Per l’ennesima volta sollecitiamo la politica e per essa il nuovo governo regionale a chiarire quale sia l’impegno per l’Ias – dice il segretario della Femca, Sebastiano Tripoli – oltre al rischio che ne deriva ai lavoratori dall’incertezza sulla governance, c’è un problema che riguarda l’obsolescenza degli impianti, che hanno bisogno di interventi da fare urgentemente, soprattutto perché quelle apparecchiature fungono oggi da collettore di tutte le attività dei reflui della maggior  parte delle aziende della zona industriale. Una criticità sostenuta provoca un impatto a cascata su tutte le imprese. Da ciò rilanciamo l’appello alla nuova classe dirigente regionale e in particolare all’assessore di Bandiera di cui riconosciamo la sensibilità in tema ambientale”. Anche per il segretario della Uiltec, Andrea Bottaro: “la cosa più importante da fare comprendere è quella della manutenzione per la tenuta degli impianti per evitare gli effetti deleteri che si stanno verificando e non sempre l’inconveniente potrà essere risolto con interventi tampone”. “Anche da questo punto di vista – incalza Giuseppe D’Aquila, segretario della Filctem – la politica non solo deve intervenire ma deve trovare le condizioni per un confronto pratico al fine di trovare la strada degli investimenti necessari per evitare questo tipo di emergenze, mantenere la vocazione di carattere industriale dell’Ias mantenendo la proprietà pubblica. Bisogna evitare, infatti, che vi sia la figura del controllore-controllato ed è per questo che serve un confronto col nuovo governo regionale”.

La necessità d’interventi anche di carattere straordinario all’Ias è datata nel tempo.  “L’obsolescenza degli impianti è nota a tutti già da 15 anni – spiega l’ex componente del consiglio d’amministrazione dell’Ias, Turi Magro, memoria storica della gestione politica del depuratore priolese – nel tempo, per mancanza di interventi, si sono create condizioni di danno ambientale a cui non si è posto fino ad oggi rimedio. A nulla sono valse le decisioni assunte a livello ministeriale e in conferenza dei servizi. Per essere più precisi, gli industriali sono riusciti a evitare la messa in sicurezza del sito in emergenza (Mise), rinviando una futura soluzione attraverso interventi ordinari per rimuovere le fonti e contenere la diffusione di inquinanti”.

Proprio di recente, il presidente del collegio sindacale, Giuseppe Scozzari, nella relazione all’assemblea dei soci dell’Ias, ha evidenziato una serie di criticità. “Il dott. Scozzari – incalza Magro – ha indicato quali rischi operativi del depuratore, la rottura del collettore, la continuità di servizio per interruzione della distribuzione di energia elettrica e il rischio associato alla vetustà dell’impianto”.

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