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La villa Abela di Largo Campania

Il consigliere Gadenigo: “Nuovo prg per evitare colate di cemento”

E’ giunto il momento di rimettere le mani su un piano regolatore generale, scaduto da oltre 5 anni e utilizzare gli oneri di urbanizzazione (dal 2018 destinabili per legge solo alle opere urbanistiche accessorie sopra elencate). Un provvedimento necessario per il consigliere comunale Carlo Gradenigo che interviene nella vicenda relativa all’abbattimento della Villa Abela di Largo Campania per fare spazio a un palazzo di 4 piani.

La revisione del Prg servirebbe a suo giudizio per scongiurare “la logica del tappa buchi che ha ridotto questa città ad un ammasso grigio di cemento. Siracusa è una città dove, a fronte di un calo demografico (da 123.000 a 121.000 abitanti) continuano a fiorire centinaia di nuove costruzioni, da Tremilia all’Epipoli, dalla Pizzuta all’Isola. Palazzi, villette a schiera e cooperative edilizie che, dice Gradenigo “complice un Prg scollegato dalla realtà, hanno modificato il profilo della città, creando nuovi dormitori privi di adeguati e necessari servizi”.

Chi realizza una nuova costruzione versa al Comune gli “oneri di urbanizzazione”. Centinaia di migliaia di euro, finalizzati alla realizzazione e mantenimento delle opere di compensazione quali strade residenziali, parcheggi, spazi di verde attrezzato, asili nido e scuole, mercati di quartiere, chiese, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie, impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani e alla bonifica di aree inquinate.

“Basta guardarsi attorno – denuncia Gradenigo – per capire che nulla o quasi di tutto ciò è mai stato fatto in una città dove si definisce viale la stretta via Zecchino e le poche aree verdi sono abbandonate per assenza di risorse.

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