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Inquinamento: il match si sposta a settembre tra sacro, profano e divinità intoccabili

Petrolchimico Siracusa. I posti di lavoro e gli interessi in campo delle multinazionali della chimica e della raffinazione, hanno sempre condizionato il destino della gente in tanti territori nel mondo intero; colpa dello sviluppo, ma anche costi da evitare. Le leggi sono permissive. Il legislatore ha da sempre mediato. Sono tanti i processi fermi nelle aule dei tribunali per inquinamento dell’aria e della falda acquifera, traffico di rifiuti, avvelenamento collettivo che team di avvocati va avanti a colpi di rinvii, nomine di consulenti e atti incanalati da cavilli procedurali nella speranza che il tempo prescriva tutto e buonanotte ai suonatori. Le lobby della chimica e della raffinazione nel mondo si sono autoproclamate divinità intoccabili, ma di sacro non hanno proprio niente, tanto di profano, sì.

Intanto, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sull’inquinamento dell’aria al Petrolchimico di Priolo, la Procura della Repubblica di Siracusa ha accolto la richiesta avanzata da Esso Italia dell’estensione dei termini della risposta al decreto di sequestro preventivo dell’impianto della raffineria di Augusta notificato il 21 luglio scorso. Il nuovo termine è fissato alla data del 15 settembre 2017 per le prescrizioni concernenti le emissioni diffuse e fino al 30 settembre 2017 per le rimanenti prescrizioni.

Il colosso petrolifero americano nella motivazione inserisce argomentazioni indirizzati a permettere alla Esso la valutazione tecnica delle prescrizioni della Procura e della complessa documentazione relativa al procedimento giudiziario in corso.

Per Esso Italia, l’iter istruttorio per il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) della Raffineria di Augusta è ancora in corso presso il ministero dell’Ambiente, così da poter supportare anche le prescrizioni associate con il Decreto di sequestro preventivo che non sono state ancora formalizzate. “Anche per questo motivo – è scritto in una nota diffusa da Esso – alcune delle prescrizioni indicate dalla Procura necessitano di una più attenta analisi da parte della Società sia sotto il profilo tecnico che di fattibilità esecutiva nei tempi previsti dalla Procura“.

Nell’ambito dello stesso provvedimento emesso dal Gip, anche l’Isab pochi giorni fa ha deciso di accettare il programma d’interventi previste dal Decreto della Magistratura.

“L’Isab – scrivono i vertici di Lukoil/Isab – ha da sempre operato nel rispetto delle autorizzazioni in suo possesso rilasciate dalle competenti autorità”.

Il contenuto tecnico e amministrativo di questi dispositivi è il risultato del vaglio tecnico e normativo di diversi esperti del settore appartenenti ad amministrazioni locali, regionali e nazionali nel complesso meccanismo delle Conferenze di Servizio che si sostanzia nella massima evidenza pubblica di tutti i documenti tecnici e amministrativi prodotti ed esaminati.

“Tali provvedimenti autorizzativi – continua la nota dell’Isab – non sono stati peraltro impugnati nella forma o nel merito da chicchessia e pertanto allo stato risultano pienamente validi ed efficaci. Il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Siracusa prevede per Isab l’accettazione di alcune prescrizioni il cui scopo sarebbe di ulteriormente mitigare l’impatto ambientale della raffineria. Tali prescrizioni facevano già parte di un programma d’interventi discussi in sede di Autorizzazione Integrata Ambientale con le competenti autorità ministeriali e le amministrazioni locali”.

“Atteso che le prescrizioni concernono interventi già sostanzialmente pianificati, Isab, in coerenza con la sua politica di attenzione verso la tutela dell’ambiente, dell’occupazione e dello sviluppo socio economico del territorio, ha ritenuto tuttavia di accettare il programma d’interventi secondo le scadenze previste nel decreto di sequestro preservando la piena operatività della raffineria”.

“Isab resta comunque impegnata nella sua tradizionale linea di rispetto di tutte le disposizioni normative vigenti e delle prescrizioni e dei limiti previsti nelle autorizzazioni di cui è in possesso – concludono i vertici di Lukoil/Isab – La società confida nel frattempo di chiarire definitivamente la sua posizione e la correttezza del proprio operato nel corso del procedimento giudiziario”.

C.A.

 

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