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Inquinamento. Petrolchimico, industrie e politica tra conflitti d’interessi e discariche fuori controllo

Il conflitto d’interessi è stato il tormentone di vent’anni di vita politica italiana. Per due decenni si è parlato molto degli incroci incestuosi tra incarichi pubblici e affari privati, contemplando una montagna su cui le tematiche degli interessi diffusi nella moderna società, dove si allunga sempre di più la lista dei conflitti d’interesse in generale nell’indifferenza degli addetti ai lavori, mentre si accorcia che cosa non è il conflitto d’interessi. Tale siffatta considerazione trova applicazione sulla rivoluzione del fenomeno nelle organizzazioni produttive e i rapporti intercorrenti nella lotta intrapresa da una ventina di gruppi di cittadini attraverso i Social organizzati da un’idea del dinamico Antonio Alfò da Milano, insieme a tanti attivisti sinceri e capaci. Gruppi nati e organizzati per contrastare lo strapotere delle lobby della chimica e della raffinazione contro l’inquinamento selvaggio, impongono di cercare e di capire il perché le amministrazioni comunali a volte si comportano in maniera, “fredda” verso le manifestazioni pubbliche contro le industrie, o peggio ancora intervenire come istituzione a norma di legge per contrastare o denunciare il proposito del superamento degli inquinanti nell’aria da parte delle industrie.
Le definizioni proposte sono state inserite per una cultura dell’integrità nella pubblica amministrazione per il codice di condotta di aziende pubbliche e private, dove il “conflitto d’interessi” attuale, o reale che dir si voglia, in cui la locuzione è utilizzata senza averne dato una definizione, nonostante i suoi confini e le differenze rispetto ad altri fenomeni che non siano sempre così oscuri. Tuttavia, il fenomeno, al fine di consentirne agevolmente l’individuazione, ha una definizione poco chiara, dove addirittura la sua mancanza, inficia l’utilità stessa dei rimedi previsti per la gestione.

Troviamo spesso opere benevole a favore della collettività da parte delle industrie del petrolchimico: la donazione di un’ambulanza, di uno strumento medicale d’importanza vitale, la sponsorizzazione di una squadra di calcio su richiesta del politico di turno, oppure di un semplice contributo per una manifestazione culturale, canora, o per la festa del patrono del città e tanto altro ancora.

Può essere tutto in buona fede, o mala fede, ma diventa difficile al momento opportuno contrastate davanti a magistrati inquirenti, al prefetto o in una commissione d’inchiesta accusare le industrie dopo i buoni rapporti intercorsi durante tutto l’anno.

C’è nel conflitto poi il sospetto che ci siano degli interessi sui terreni dove allocare una nuova discarica di rifiuti speciali proveniente dalle industrie; come mostrano le foto in contrada Sabbuci. Una pala meccanica sta spianando un terreno agricolo dopo aver asportato degli esemplari di alberi di ulivo. Si trova nel territorio di Augusta, ma più vicino al comune di Melilli.

Gli abitanti delle contrade, Bagali, Santa Catrina, Baratti e Sabbuci si sono organizzati in comitato e hanno più volte incontrato il Prefetto, o il vice, per denunciare la puzza dei fanghi velenosi e la situazione di disagio per l’aria malsana che si respira e i miasmi costretti a sopportare ogni giorno dentro le proprie case dove abitano tutto l‘anno, come gli incendi dolosi o il percolato delle discariche presenti nella zona che scorre sinistro verso il mare in canaloni scavati ad hoc che avvelena i terreni agricoli e le coltivazioni in essere, oltre la fantastica macchia mediterranea.

Nel proposito dello sbancamento in corso in contrada Sabbuci, che si vede nelle foto, dove per la cronaca è già è intervenuto il Corpo delle guardie forestale di Siracusa per le contestazioni del caso ai proprietari del terreno e la conseguente trasmissione delle risultanze all’Autorità giudiziaria competente. E siccome il terreno è ricadente nel territorio augustano, hanno chiesto al sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, di essere ricevuti già da mesi per capire se si tratta della realizzazione dell’ennesima puzzolente discarica oppure di altro, ma la risposta è stata il silenzio totale. La stessa identica cosa è successa circa un anno fa nel territorio del comune di Palazzolo Acreide, ma l’intervento immediato e risolutorio del Corpo delle guardie forestali bloccò sul nascere una discarica di fanghi.

Concetto Alota

 

 

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