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L'avv. Piero Amara

L’avv. Amara ha svelato il sistema per “aggiustare” le sentenze

Lunghe ore di interrogatori resi davanti ai magistrati delle procure di Messina, Roma e Milano per riempire 5 verbali. Dalle indiscrezioni, pubblicate sul sito Corriere.it sono emersi alcuni aspetti della vicenda che coinvolge l’avv. Piero Amara. Questi avrebbe svelato il sistema che utilizzavano per “aggiustare” le sentenze e ha indicato i giudici amministrativi che sono stati avvicinati. Ha ricostruito la rete di relazioni e ha elencato i nomi di legali e faccendieri disponibili a fare da mediatori per ottenere i verdetti favorevoli a sbloccare appalti milionari gestiti dalla Consip. L’avv. Piero Amara, arrestato nel febbraio scorso per corruzione in atti giudiziari, ha riempito davanti ai pubblici ministeri di Roma, Milano e Messina, ha contribuito con le sue rivelazioni a fare iscrivere numerose persone nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari.

È questo il motivo che ha spinto il pool di magistrati titolari dei vari filoni a concedere gli arresti domiciliari ad Amara. L’avvocato ha attribuito un ruolo chiave anche a Fabrizio Centofanti, l’imprenditore ai domiciliari perché accusato di aver gestito i rapporti con i giudici. Sul fronte delle indagini su Consip, gli imprenditori presentavano ricorso al Tar per ottenerne l’annullamento. Qualora in primo grado non fossero riusciti ad ottenere un verdetto favorevole, potevano contare sulla rete messa in piedi al Consiglio di Stato che garantiva loro l’assegnazione definitiva dell’appalto. Sarebbero stati garantiti almeno 18 provvedimenti per un giro d’affari che supera secondo i magistrati i 400 milioni di euro.

Oltre ai soldi Amara e i suoi “soci” sarebbero riusciti a condizionare le scelte dei giudici amministrativi concedendo loro favori, ma anche utilizzando informazioni ottenuto grazie a una vera e propria attività di dossieraggio.

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