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Legambiente: “Micali condannato non può tornare Soprintendente”

L’ex soprintendente di Siracusa, Orazio Micali, rimosso dall’incarico alla fine del 2013 nell’ambito della rimodulazione della struttura del Dipartimento dall’allora assessore ai Beni Culturali e identità siciliana, potrebbe essere reintegrato in qualità di soprintendente a Siracusa a seguito di un’ordinanza del giudice del lavoro di Siracusa.

La rimozione del soprintendente era stata salutata con sollievo dalle più importanti associazioni ambientaliste e culturali di Siracusa, tra cui Legambiente, che, qualche mese prima, nell’ottobre 2013, avevano inviato una lettera al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, con la quale chiedevano la revoca dell’incarico ad Orazio Micali per “gravi irregolarità e ritardi inspiegabili nell’iter di approvazione del Piano paesaggistico e di istituzione del Parco archeologico di Siracusa”. Micali aveva concesso il nullaosta per la realizzazione di nuovi insediamenti in contrasto con quanto disposto dalle norme di salvaguardia del piano paesaggistico adottato. La richiesta di revoca dell’incarico era stata invocata per l’assenza di confronto nella condotta dell’ufficio da parte del funzionario.

È significativo che contro la sua rimozione dall’incarico, all’epoca, erano, invece, insorti alcuni professionisti della città. Da qualche mese alla direzione della soprintendenza è stata nominata Beatrice Basile, che in poco tempo è riuscita a rimettere in moto le attività dell’istituzione. Il primo risultato di questo lavoro è stata la perimetrazione del parco archeologico di Siracusa, decretata con atto dell’assessore Sgarlata il 3 aprile scorso.

“La decisione del giudice del lavoro e il reintegro del dott. Micali rischiano di riportare Siracusa agli anni bui dei decenni passati – spiega in una nota Legambiente – e di rendere vane le azioni di tutela intraprese negli ultimi mesi dalla Soprintendenza di Siracusa, in un momento molto delicato per la città che coincide con l’avvio dell’iter di revisione dei PRG di Siracusa e del territorio, dal quale scaturiranno le linee per lo sviluppo della città dei prossimi anni”.

In queste ore, le associazioni ambientaliste e culturali e personalità del mondo accademico si stanno mobilitando per chiedere al presidente Crocetta, di non sottovalutare i profili di “incompatibilità ambientale” del funzionari. Di recente Micali è stato condannato in primo grado per reati commessi nell’esercizio della sua funzione: abuso d’ufficio e falso ideologico in atti pubblici, per avere illecitamente rilasciato un’autorizzazione paesaggistica.

“In applicazione dell’art.3 del D.lgs n. 39/13, a coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, non possono essere attribuiti incarichi dirigenziali, interni e esterni, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni.

Al  presidente Crocetta Legambiente chiede, quindi, che dia applicazione alla legge e si faccia carico di una soluzione che, nel rispetto della sentenza del giudice del lavoro, salvaguardi sia i criteri di trasparenza e legalità che la continuità dell’opera intrapresa dall’attuale soprintendente.

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