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Noto, allarme al Trigona “A corto di personale”

L’argomento Ospedale Trigona, o Ospedale unico “Trigona-Di Maria” Noto Avola, tiene banco ormai da decenni ed è sicuramente cavallo di battaglia di tutte le campagne elettorali dell’una e dell’altra città. E pure lontano dalla tenzone delle urne l’argomento sembra sparire, inghiottito da una nebbia non sappiamo quanto spontanea o indotta, ma forse si dimentica che in realtà al Trigona si lavora, si nasce, si curano e si guariscono tantissime persone ogni santo giorno. E dunque la domanda è sempre la stessa: “cosa hanno deciso i politici, e non la decantata spending review, per questo nosocomio? Che non molto tempo fa aveva ricevuto importanti investimenti. Interventi che ne dovevano fare il vero grande ospedale del Sud Est”.
Tra le cose che vanno nel dimenticatoio troppo spesso, infatti, c’è anche la posizione di Noto rispetto ai centri viciniori, e soprattutto l’incremento di popolazione, e dunque di potenziale utenza, nella stagione estiva, ormai alle porte. Proprio nei giorni dell’equinozio primaverile qualcuno però “suona la sveglia” dal Trigona di Noto, ed è il Rappresentante sindacale della R.S.U./Fials, Adriano Formica, con una lunga e dettagliata missiva inviata al Commissario Straordinario, al Direttore Sanitario e al Direttore dell’Unità Operativa Gestione Risorse Umane dell’Asp di Siracusa, il cui incipit è un grido d’allarme: “Criticità al MCAU (Medicina e Chirurgia d’accettazione e urgenza) – Ospedale Trigona di Noto. Nonostante la cattiva pubblicità mediatica, la non regolarità dell’organizzazione, la non sicurezza sul posto di lavoro, insomma, nonostante tutto il MCAU dell’Ospedale di Noto nel corso del 2017 ha effettuato ben 22.407 prestazioni ripartite nelle varie tipologie fra ricoveri, trasferimenti e prestazioni ambulatoriali. Convinti e fieri di tali non indifferenti risultati ci saremmo aspettati un forte segnale per migliorare il servizio stesso, ottimizzando in modo particolare l’organizzazione di lavoro, riguardante, in primo luogo, il personale infermieristico. Tutto questo purtroppo non è avvenuto”. Prima di proseguire con la lettera facciamo un inciso:  La mission dell’Unità Operativa Complessa di  Medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza (MCAU) è quella di accogliere i pazienti che si rivolgono all’Azienda per patologie urgenti, attivare un rapido iter diagnostico e terapeutico per poter dimettere in sicurezza i pazienti che non presentano patologie che necessitano di ospedalizzazione prolungata o per stabilizzare i pazienti critici e trasferirli in sicurezza presso le U.O. specialistiche di competenza. Di un’importanza strategica per il buon andamento dell’assistenza sanitaria che non necessita di ulteriori spiegazioni. Torniamo alla lettera: “Dal 1° gennaio al 28 febbraio 2018 le prestazioni effettuate sono state 3500, numeri per un afflusso da patologie legate al periodo invernale, ma sostanzialmente importante. Faccio presente che in considerazione dell’arrivo della bella stagione e degli imponenti appuntamenti di grande richiamo turistico, sia a Noto che nei Comuni vicini, le prestazioni subiranno un notevole incremento. Presenti in dotazione 13 infermieri più una coordinatrice; facilmente si può, con un semplice calcolo matematico, individuare l’effettiva presenza o assenza dell’infermiere, cioè per ben 468 giorni una unità sarà sempre assente per poter usufruire del congedo ordinario. Ricordando che i giorni per definire un anno sono 365, ci saranno 103 giorni in cui mancheranno 2 unità. Sempre per rimanere nel semplice si evince che le unità per rimpinguare dovrebbero essere almeno 2 e solo per il periodo relativo al congedo ordinario, ma come in ogni buona organizzazione per poter garantire la giusta fruibilità si dovrebbero prevedere eventuali malattie o congedi straordinari che vanno ad aumentare assenze e difficoltà nel coprire i turni. Turni che in atto vedono il personale così distribuito: 3 presenti nel turno antimeridiano, 3 nel turno meridiano e 2 in quello di notte”. Risulta abbastanza chiaro che diventa problematico garantire a tutti i lavoratori la fruizione dei congedi ordinari, e il rispetto dei riposi, che sarebbero garantiti dalla normativa vigente.
“Il turno viene potenziato da un’altra unità suddivisa sui tre turni, che garantisce con la reperibilità eventuali trasferimenti in altre strutture, o anche per effettuare diagnostica sempre in altre strutture ospedaliere. Vorrei ricordare che al MCAU sono presenti stanza triage, codice rosa, codice verde, codice giallo e codice rosso, oltre una piccola sala operatoria, il tutto anche con la presenza di ben 6/8 posti letto: assurdo pensare a una gestione e/o organizzazione di lavoro non tenendo conto anche della logistica. Non vorrei essere io a dare numeri sulla giusta dotazione organica riguardante il personale infermieristico, ma sarebbe opportuno un incontro, magari presso l’Ospedale di Noto per poter toccare con mano la realtà”. Un incontro, dunque, una presa d’atto dell’attuale situazione proprio alle porte della stagione “calda” in tutti i sensi. “Altra grossa criticità- chiude Formica-, è l’assenza della guardia e/o vigilante nelle ore diurne, presente solo di notte e per di più a disposizione dell’intera struttura. Siamo consapevoli che allo stato non è per nulla garantita ai lavoratori un’adeguata tutela e/o prevenzione per episodi di violenza verso i dipendenti stessi, episodi che spesso sono avvenuti”. Il tutto mentre nell’ospedale gemello di Avola è stata annunciata l’apertura del reparto di rianimazione tra il 9 e il 30 di aprile.
 
Emanuela Volcan

Un commento

  1. Il problema non è solo la carenza di personale ma anche la scarsa qualità dei medici che stanno al pronto soccorso,riscontrato sulla mia pelle.

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