Cultura

Noto, “La ferocia”: tra amaro e piccante

“Incontro veramente di grande profilo per la qualità dello scrittore, della relatrice e del pubblico,  numerosissimo, eterogeneo e interessato. L’esempio vincente di come con poca spesa si possa raggiungere un obiettivo alto. Con la cultura non si mangia diceva Tremonti sbagliando. Con la cultura le comunità crescono nel senso di appartenenza e si da vita ad un indotto economico di turismo culturale. Un piccolo evento come questo mette in movimento il mondo dell’editoria, le strutture ricettive e i  ristoranti oltre ai cittadini che hanno speso bene anche solo due ore del loro tempo sottraendolo alla solitudine o alla noia. Via le etichette di radical chic o di cultura d’elite, sono tante le categorie destinatarie di queste azioni di politiche culturali”. Così ha commentato l’Assessore alla Cultura Cettina Raudino, il terzo appuntamento di “Leggere è/e un gusto”, libri e degustazioni per conoscere le ultime novità e gli scrittori più in vista nel panorama letterario contemporaneo. Sala di lettura, nella Biblioteca Comunale “Principe di Villadorata”, piena in ogni ordine di posti per incontrare uno dei giovani autori italiani più interessanti, Nicola Lagioia, barese di 41 anni, e il suo ultimo romanzo “La Ferocia”. In apertura di serata l’organizzatrice Giusi Farina, ProcivArci Noto, ha ringraziato l’Amministrazione e in particolare l’Assessore alla Cultura che ha patrocinato gli otto appuntamenti in programma, iniziati a novembre e che si concluderanno a giugno, presente in Sala. Dopo la presentazione, a cura di Barbara Fronterrè, c’è stato infatti il momento della degustazione proposta, sul tema dell’amaro e del piccante nella scia del racconto di Lagioia, dal ristorante Manna di via Rocco Pirri, accompagnato dai vini dell’Azienda Planeta. “La caratteristica che sta ottenendo i maggiori consensi – dichiara entusiasta Giusi Farina- è l’informalità degli incontri; una chiacchierata che permette di conoscere il libro, la sua storia attraverso quella dello scrittore, in un dialogo con i presenti aperto e cordiale”. La presentazione della Fronterrè, poi, oltre a ricordare i tanti premi ricevuti dai romanzi di Nicola Lagioia, e la sua attività giornalistica su quotidiani, riviste, emittenti di caratura nazionale, si è concentrata sul romanzo. “La ferocia”, oggetto di un tam tam mediatico incredibile e di recensioni a dir poco in ginocchio, racconta gli ultimi 30 anni del nostro paese, attraverso le vicende della famiglia Salvemini, con il capofamiglia, un palazzinaro attraverso cui si scandagliano tutti i tipi di commistioni, politiche, sanitarie, i media e la criminalità organizzata. “In realtà nel mio romanzo più cupo, più nero -ha commentato Nicola Lagioia- c’è uno spiraglio. Ma la ferocia è il clima emotivo in cui è inserita la storia”. Un noir senza commissari ma con lo sguardo dello scrittore che è come un luminol sulla scena di un delitto. Insomma un libro da leggere, in sala era presente anche il banchetto a cura della libreria Liber Liber, che collabora all’iniziativa; il pomeriggio si è chiuso con  il pensiero di Giusi Farina, senza retorica ma con grande sentimento, sui fatti di Parigi: “Difendiamo sempre la libertà di poter leggere e di poter scrivere”.

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