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Noto, le “visioni” di Corrado Sofia nel ventennale della scomparsa

“Sorge sulle ultime colline che digradano dolcemente verso lo Jonio, nella punta più a Sud. Una città costruita a tre piani uniti tra loro da lunghe e ripide scalee, da straducce e vicoli acciottolati con le pietre bianche del fiume. Siccome la città è disposta di fronte al sole quando tramonta, le pietre dei palazzi hanno preso col tempo la coloritura del sole e nei momenti che precedono e seguono il crepuscolo la città si illumina, si trasfigura, diventa dorata e poi vermiglia come un’arancia sanguigna”. Così scriveva Corrado Sofia, nato a Noto il 22 settembre del 1906 ma a soli quattro anni trasferitosi nel Lazio con la famiglia. Eppure mai dimenticata la città che gli diede i natali e dove tornava spesso sino a trascorrere la sua terza età sino alla morte avvenuta nel 1977 poco prima di compiere 21 anni. Personalità di grandissimo spessore, fu giornalista di grandi testate, inviato in diversi Paesi, documentarista e autore di sceneggiature per il cinema e la televisione. La sua città la scorsa settimana ha voluto dedicargli tre intensi giorni proprio nel ventennale della sua morte ed a quaranta dall’importante Simposio sull’architettura che lui stesso organizzò insieme con l’Amministrazione comunale del tempo retta dal SindacoAlberto Frasca. E proprio l’ex Primo Cittadino ha fatto parte del Comitato Tecnico-Scientifico presieduto dal Sindaco Corrado Bonfanti, coordinato dall’Assessore alla Cultura Frankie Terranova, e composta anche da Paolo Bellini, Corrado Fianchino, Angelo Fortuna ed Enzo Papa. Grandissimo il lavoro, sottolineato dalle Autorità, dell’Associazione turistica Pro Noto presieduta da Piero Giarratana che con Valentina Alfò e Vincenzo Belfiore componevano il Comitato Organizzatore, e dell’Ufficio Turismo di Noto. Di grande spessore le tavole rotonde che si sono soffermate sulla figura del grande Sofia, e sulla città barocca nelle sue varie sfaccettature; personalità illustri hanno anche caratterizzato il convegno di sabato, giornata dedicata principalmente agli aspetti filosofici ed intrinsechi della cultura e della civiltà del barocco. Indagare per scoprire, conoscere per acquisire maggiore consapevolezza, questo è sembrato essere il leitmotiv della tre giorni sulla scia del grande amore e della personalità di Corrado Sofia; arricchita da momenti musicali, una mostra di pittura, la visione di documentari e soprattutto l’istituzione di un Premio che verrà assegnato ogni anno. La cerimonia di consegna è avvenuta domenica sera subito dopo l’interessante conversazione su “Noto, ieri oggi domani“, con Alberto Frasca, Corrado Bonfanti e Fabio Granata, e moderata da Salvatore Cannata, Direttore di Video Regione. Ad inaugurare l’Albo d’oro delPremio di Giornalismo il Capo Redattore della Tgr SiciliaRoberto Gueli; vincitore del Premio DocuFilm Vittorio Muscia, regista, autore, sceneggiatore e documentarista ha firmato “Archimede, il codice perduto”. A ritirare la bellissima opera dell’artista Alderuccio, è stato Sean Neri, collaboratore di Muscia impossibilitato ad essere presente, che ha fatto dono al Sindaco del Documentario, di cui è stato proiettato il trailer, con la speranza che possa essere di buon auspicio per la candidatura a Capitale della Cultura Italiana 2020. La serata e la tre giorni si è poi conclusa in musica con il concerto degli Aetna String Ensemble, inserito nel calendario dell’Autunno Musicale Netino, organizzato dall’Associazione Concerti di Noto, insieme con l’Istituzione musicale Città di Noto.

Emanuela Volcan

Nella foto da sinistra Angelo Fortuna, Lorenzo Guzzardi, Enzo Papa, Dario Stazzone e Salvatore Scalia

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