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Noto, l’ospedale Trigona rischia di svuotarsi nel silenzio

Torniamo a parlare di Ospedale, lo facciamo trattando la questione “personale” perché i prossimi accadimenti necessitano di una riflessione. Come già anticipato nell’articolo pubblicato il 21 marzo scorso, presto verrà inaugurato il reparto di rianimazione del nosocomio di Avola. Come noto le due strutture sono identificate come unica ma è abbastanza chiaro che l’asse si è spostato e si sta spostando sul “Di Maria”. Previsto in un primo momento entro la fine di marzo, annunciato poi il 9 di aprile, pare che adesso la data sia fissata e sicura: il 23 aprilel’ospedale di Avola avrà la rianimazione. A comunicarcelo è il Rappresentante sindacale della R.S.U./ Fials Adriano Formica: “ll reparto di rianimazione dell’Ospedale Avola-Noto ha ottenuto l’autorizzazione da parte dell’Assessorato Regionale della Salute mentre l’Asp di Siracusa ha assunto personale medico anestesista e ha effettuato selezione per gli infermieri che saranno consegnati a questa Unità”. E questo per garantire un’offerta sanitaria in grado di superare le criticità ed aumentare i posti letto nel contesto provinciale, almeno sulla carta. “In considerazione che tutto era già “previsto” per gennaio, consiglierei una riflessione più accurata affinché si apra con un numero di medici ed infermieri ,così come previsto dalle norme contrattuali, e non come, da voci ricorrenti, insufficienti ( appena 6 unita di infermieri) -riflette ad alta voce Adriano Formica– Questo film mi sembra di averlo già visto e non lo reputo un buon lavoro. Infatti vorrei ricordare che qualche anno fa, dopo mesi di lavoro, frettolosamente si aprì la lungo degenza all’Ospedale di Noto, con letti nuovi, apparecchiature nuove, muri gioiosamente rinfrescati ma, all’arrivo dei primi pazienti, si accorsero che non erano state assegnate unità infermieristiche e naturalmente personale di supporto. Rimediarono dopo giorni e dopo aver usufruito del personale del reparto di geriatria. Da questo si evince che sarebbe indispensabile assegnare le unità previste, dopo relativa selezione della graduatoria. Questo nuovo traguardo sarà condiviso e vissuto con entusiasmo da parte di tutti, soprattutto dell’utenza che ha garantiti i termini minimi di una corretta assistenza”.

Le perplessità e le domande che Formica si pone si indirizzano, però, inevitabilmente sulla mobilità delle Unità operative allocate all’Ospedale di Noto. “Nel ricordare che tutto il comprensorio Avola-Noto-Pachino-Portopalo-Rosolini è da anni proiettato ad una crescita turistica e ad un incremento della popolazione nel periodo primavera-estate-tardo autunno per poter ottenere la qualità e l’eccellenza oltre alle già bellezze architettoniche e naturalistiche è importante garantire un’assistenza sanitaria all’avanguardia”. Aggiungiamo che il territorio già di per se stesso è vasto, l’utenza numerosa, in crescita e soprattutto nei periodi citati è il caso di evidenziare come i posti letto siano in numero inferiore rispetto ai parametri di legge. Nonostante tutto l’immobilismo. Nonostante i grossi investimenti di alcuni fa. “Non si può umiliare ulteriormente l’Ospedale Trigona di Noto: bisogna integrare le unità operative rimanenti (Geriatria-MCAU-Medicina Fisica e Riabilitativa) con reparti internistici creando un polo medico”. Ecco l’idea, la proposta, se qualcuno fosse in grado di recepire quest’ulteriore ciambella di salvataggio per una struttura per cui si sono spesi tantissimi soldi pubblici che rischiano di andare in fumo: “L’Ospedale di Avola potrebbe diventare un ospedale ad indirizzo chirurgico e l’Ospedale di Noto potrebbe diventare un ospedale ad indirizzo medico. Cerchiamo di rimediare agli errori che abbiamo ereditato! 
“Rianimiamo” un po’ l’Ospedale di Noto che, già penalizzato, subisce e continua a subire”. 

Emanuela Volcan

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