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Noto, Museo diffuso nelle chiese del centro storico

Una città che si apre sempre di più al turismo ma che ambisce a divenire città d’arte non può prescindere dalla cura e dalla promozione delle proprie bellezze architettoniche specie se queste riguardino un settore ben definito e spesso altamente settoriale. Parliamo delle chiese, ed in questo caso delle splendide chiese di Noto, esempio altissimo di architettura non solo religiosa, e ricchissime di opere al loro interno e di singole peculiarità che meritano attenzioni specifiche.

Ecco perché il progetto della Cooperativa Oqdany del Museo diffuso nelle chiese del centro storico diventa uno snodo molto importante: “Nato come progetto pilota nel 2017,  ma sintesi di un decennio di ricerche e studio che ha trasformato la nostra passione in lavoro. è diventata una bellissima realtà in questa estate 2018 – ci dice Salvatore CelestePresidente della Cooperativa Oqdany– condivisa ed apprezzata dai numerosi visitatori e da cui partire. Già identificata dalla Diocesi come una pratica eccellente in materia di lavoro (intesa in due possibili direzioni quali-quantitative, ovvero come creazione di posti di lavoro e eccellenza in termini di qualità e senso del lavoro stesso alla luce della dottrina sociale della chiesa), in occasione della 48ª Settimana Sociale “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale” svoltasi a Cagliari ad ottobre dello scorso anno.  Una scelta che mi rende felice e che ripaga dai sacrifici fatti dai tanti giovani della cooperativa che giornalmente scommettano su questo territorio, su questa proposta e su se stessi”.

La Cooperativa Etica “Oqdàny” (C.E.O), fondata daSalvatore Celeste e daCorrado Crispino, nasce grazie al progetto “Policoro”della Diocesi di Noto che pone l’attenzione nei confronti della disoccupazione giovanile e si colloca nell’ambito della rivalutazione del lavoro come importante dimensione personale e sociale, sviluppandosi all’interno di un’azione evangelizzatrice e di promozione del territorio e delle sue peculiarità. “Nello specifico il Museo Diffuso nelle chiese del Centro storico di Noto è un itinerario artistico-culturale-religioso che nasce dalla constatata e profonda attenzione per la valenza storico-religiosa del territorio della Diocesi di Noto -prosegue il Presidente-. In particolare aiuta a cogliere nell’arte sacra il vero, autentico e intimo significato dell’opera d’arte e il suo messaggio evangelico.

I Beni Culturali della Chiesa, infatti, non possono essere intesi solo come opere portatrici di bellezza artistica privandoli del loro valore religioso, ma deve essere rimarcata l’importanza del legame fede-cultura: “Una fede che non diventa cultura – diceva Papa Wojtila – è una fede non pienamente accolta”. Il progetto consiste dunque nella proposta di un percorso di catechesi attraverso l’arte sacra per mezzo del quale il turista si riscopre “pellegrino”, uomo in cammino. Un itinerario di arte, fede e culto che attraversa le principali chiese e basiliche del centro storico di Noto riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Un percorso mistico, attraverso cui comunicare ai visitatori la storia di questa città e della sua Diocesi con le sue chiese, luoghi dell’anima in cui scoprire l’identità e l’indissolubile legame tra il simbolo e arte nel Cristianesimo. Fulcro è la Basilica Cattedrale di San Nicolò con la visita al Museo diocesano sezione Cattedrale; la Basilica del Santissimo Salvatore dove è possibile visitare la torre Belvedere, la cantoria, il museo e la cripta; la chiesa di Montevergini con la mostra sull’arte sacra, sulle confraternite netine e il campanile; la chiesa di San Domenico con le mostre sull’arte sacra e la cripta. Il turista, ospite e pellegrino, entrando in queste chiese troverà un animatore pronto ad accoglierlo e a dargli le basilari informazioni sull’edificio. Il tutto è stato possibile grazie alla collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, diretto da Salvatore Maiore, con l’Ufficio per la Pastorale del Turismo diretto daMonsignor Thomas Rohr, con il Vicario episcopale alla cultura Don Ignazio Petriglieri, con la Basilica Cattedrale di San Nicolò e con il Seminario Vescovile”.

E. V.

 

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