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Da sinistra, il gioielliere Basile e la vittima, il cognato Cottonaro.

Omicidio Cottonaro, l’avv. Giuca: “Subito la legge sulla legittima difesa”

La condanna in via definitiva a 6 anni e 2 mesi di reclusione per il gioielliere rosolinese, Carmelo Basile, che uccise con 7 colpi di pistola il cognato la mattina del 25 gennaio 2006, ha stimolato l’avv. Giovanni Giuca, difensore di Basile, a intervenire sulla vicenda invocando una nuova legge sulla legittima difesa.

“La vicenda che ci riguarda – dice l’avv. Giuca – dimostra come l’articolo 52 del codice penale necessiti di un’urgente modifica legislativa per evitare gravi ed enorme ingiustizie. Ci provò il precedente governo, partorendo una norma peggiore di quella esistente perché poco chiara, tant’è vero che venne subito lasciata nel dimenticatoio. Oggi ci riprova il nuovo governo e mi auguiro che il tentativo abbia miglior fortuna”.

Sul caso del rosolinese ucciso dal cognato, l’avv. Giuca sottolinea come “sono 5 i pareri diversi espressi nelle diverse sedi giudiziarie che hanno avuto modo di occuparsi del processo. In primo luogo la Procura aretusea, che svolse un’indagine meticolosa e accurata e dopo un anno di arresti domiciliari da parte del mio assistito, configurò l’ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa”.

Il processo davanti al giudice monocratico di Avola, dopo una lunga istruttoria dibattimentale, si concluse con la sentenza di assoluzione per legittima difesa putativa. La Corte d’assise d’appello, su impugnazione della Procura Generale di Catania, ritenne essere sussistente l’ipotesi di omicidio volontario, annullò la sentenza accogliendo il ricorso e rimise gli atti al pm di Siracusa per la contestazione dell’omicidio volontario nei confronti del gioielliere rosolinese. La Procura ha configurato quel tipo di reato e l’udienza si svolse davanti al gup del tribunale, per il ricorso dell’imputato al rito abbreviato. Il Pm sostenne l’ipotesi dell’eccesso doloso di legittima difesa. La Corte d’assise d’appello ha confermato la sentenza del Gup a 6 anni e 2 mesi.  Il Procuratore generale della Cassazione ha chiesto di configurare l’eccesso colposo di legittima difesa e di annullare senza rinvio la sentenza per intervenuta prescrizione del reato. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso.

“Che ci sta a fare la Corte suprema – dice l’avv. Giuca – ha ragione chi dice che forse è meglio abolirla così si evita quest’assurda pantomima di ricorsi che vengono considerati inammissibili per evitare che maturi la prescrizione tra il secondo e il terzo grado di giudizio. E’ auspicabile che in materia di tutela del diritto fondamentale della vita e all’incolumità individuale venga eliminato il potere discrezionale dei giudici con una norma chiara sia nella scrittura sia nella sostanza delle cose”.

 

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