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Operazione “Uomini e caporali”: 3 condanne e 4 assoluzioni

Si è concluso con 3 condanne e 4 assoluzioni il processo scaturito dall’operazione “Uomini e caporali”, portata a termine dagli agenti della Digos della questura aretusea nel 2008 attorno a un giro di false documentazioni per il rilascio di permessi di soggiorno a immigrati. Il tribunale penale di Siracusa ha condannato il marocchino Abdellah Bellaabada alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione e 10 mila euro di multa, Diego Guarnieri originario della provincia di Agrigento a 3 anni e 140mila euro di multa, Raffaele Poidomani, rosolinese, a 3 anni e 50mila euro di multa. Il tribunale ha, invece, emesso sentenza di assoluzione, nei confronti degli imprenditori agricoli rosolinesi Luigi Candiano per non avere commesso il fatto, e Carmelo Caruso per insufficienza di prove, il tunisino Ahmaed Bent Aicha Tobni, e il cittadino del Bangladesh, Islam Rafioul Muhammad anche loro due per insufficienza di prove.

Gli imputati dovevano rispondere di vari capi d’imputazione ma quello principale era legato alla riscossione di somme di denaro oscillanti tra i 4mila e i 7mila euro da immigrati predisponendo e presentando alla direzione provinciale del lavoro, sportello unico per l’immigrazione e quello dell’ufficio stranieri documentazione ideologicamente falsa, costituita da attestazioni di domicilio, disponibilità all’assunzione, contratti di lavoro. L’obiettivo era quello di ottenere visti d’ingresso e permessi di soggiorno per lavoro subordinato illegittimi perché fondati su presupposti falsi e inesistenti. L’inchiesta della Procura aretusea è scattata a seguito della denuncia di un immigrato che ha raccontato ai poliziotti di essere stato truffato. Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno riscontrato un forte flusso di assunzioni in aziende di Rosolini, tra le quali quelle di Candiano, Caruso, Guarneri e Poidomani.

Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, alcuni testi hanno escluso il diretto coinvolgimento dell’imprenditore Candiano. Il tribunale, infatti, ha rilevato che “Luigi Candiano si è limitato a fare l’imprenditore agricolo e ad assumere effettivamente la manovalanza (…) faceva lavorare fino a 60 persone”, chiudendo il capitolo che lo riguarda sostenendo che “alla luce degli elementi raccolti, Luigi Candiano, sebbene a conoscenza del sistema (…) non appare avervi direttamente partecipato e deve essere prosciolto con formula piena”.

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