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“Sistema Siracusa”: Piero Amara scagiona Ferraro, Perricone, Venezia, Miano, Guastella e altri

Nell’incidente probatorio in corso presso il tribunale di Messina riguardo all’indagine del “Sistema Siracusa”, da parte della Procura messinese, nell’ordinanza – stralcio –  su richiesta di misura cautelare del Gip di Messina, Lucia Militello, colpiscono le 24 pagine bianche con la scritta omissis, su un totale di 48. E se da un lato molti dei 15 indagati della prima ora sono stati scarcerati e la propria posizione chiarita e per tanti altri alleggerita, dall’altro aumentano in maniera esponenziale gli altri indagati per diventare all’incirca una ventina con le new entry. Inoltre, insiste un fascicolo d’indagine parallelo che interessa alcuni personaggi, coinvolti nell’inchiesta a vario titolo, la cui posizione è stata stralciata per i reati commessi riguardo a fatti a sua volta, connessi.

Nell’inchiesta della Procura di Messina denominata “Sistema Siracusa”, l’avvocato Piero Amara, considerato dai Pm all’apice del “Sistema”, durante l’incidente probatorio si è sottoposto all’esame dei Pubblici Ministeri Federica Rende, Antonella Fradà e Antonio Carchietti, che per sentirlo hanno chiesto e ottenuto dal Giudice delle indagini preliminari Maria Militello, un incidente probatorio, che, oltre ad Amara, i tre magistrati hanno chiesto l’esame dell’avvocato Giuseppe Calafiore, anch’egli dichiarante, come il collega. Amara, nella buona sostanza, ha scagionato in maniera chiara e inequivocabilmente, l’imprenditore Alessandro Ferraro, Francesco Corrado Perricone, Davide Venezia, Sebastiano Miano e il direttore del Diario, Pino Guastella, e tanti altri già scarcerati o in corso di contro esame.

Sulla posizione del giornalista Giuseppe Guastella, Amara ha dichiarato: “Escludo categoricamente che io abbia chiesto al Direttore del Diario di scrivere articoli dal contenuto denigratorio contro i magistrati Marco Bisogni e Tommaso Pagano”. Nel corso del contro esame, svolto dall’avvocato Giuseppe Cavallaro, difensore del Direttore del “Diario”, Guastella, l’avvocato Piero Amara ha confermato le dichiarazioni rese durante l’esame dei Pubblici Ministeri.

Su Alessandro Ferraro, accusato di aver inviato del denaro all’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo, l’avvocato Amara ha detto che non risponde al vero l’assunto degli inquirenti. “I soldi al dottor Giancarlo Longo glieli davo io oppure glieli mandavo tramite l’avvocato Calafiore”.

L’avvocato Amara ha estromesso da ogni responsabilità anche Sebastiano Miano, scarcerato, dopo l’annullamento senza rinvio dalla corte di Cassazione, su richiesta dell’avvocato di fiducia Ignazio Danzuso, dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari. “Era l’amministratore di una società la cui titolare è mia moglie – dichiara Amara. Miano ha svolto con zelo e onestà il compito che gli avevo affidato. Seby (Miano) è persona per bene, onesta, ha eseguito le mie direttive”.

Anche il commercialista Francesco Perricone, detto Corrado, è stato scarcerato dai domiciliari il 26 giugno sulla base del pronunciamento del tribunale del riesame, a seguito del secondo ricorso presentato dal suo avvocato difensore, l’avvocato Antonino Favazzo del Foro di Messina,al tribunale del riesame; in suo favore una serie di chiarimenti, proprio dalle confutazioni del riesame, confermati anche da Amara, che non reggevano nella logica deduzione dei fatti, in un primo momento contestati. In questo contesto, Perricone aveva già rinunciato al ricorso in Cassazione.

La corruzione dell’ex giudice del Consiglio di Giustizia amministrativa siciliano Giuseppe Mineo, dalla Procura di Messina guidata da Maurizio De Lucia. Mineo si sarebbe interessato perché fosse sovrastimato il danno chiesto, tramite ricorso amministrativo, dall’impresa dei Frontino “Open Land” al Comune e alla Sovrintendenza di Siracusa. Il giudice era magistrato relatore in una delle cause celebrate nel corso del lungo contenzioso amministrativo tra la società e gli enti. La proprietà di Open Land chiede 35 milioni di euro al Comune che rischia il default. Il Tar di Catania respinge il ricorso e dà torto all’Open Land dei Frontini, che a sua volta si rivolgono al Cga allora presieduto da Riccardo Virgilio, che nel 2013 dà ragione all’Open Land. L’amministrazione comunale di Siracusa non ci sta e non ottempera, così tutto torna nuovamente davanti al Cga, dopo che Open Land affronta un giudizio di ottemperanza. Il presidente del collegio è il giudice Raffaele De Lipsis. Tra vari colpi di scena giudiziari, il caso Open Land pende ancora davanti al Cga; ma a fare agli inquirenti messinesi il nome di Giuseppe Mineo, ex giudice del Consiglio di Giustizia amministrativa siciliano arrestato per corruzione, è stato l’avvocato Piero Amara, che a febbraio è finito in manette e che da mesi rende chiarimenti sulle indagini alle Procure di Messina e di Roma. Secondo i Pm, sarebbe stato Amara  a manovrare la giustizia e i tanti affari a Siracusa, a raccontare la vicenda che ha come protagonista Mineo. Le rivelazioni del legale sono anche al vaglio anche della Procura di Roma che ha aperto un’inchiesta su presunti casi di corruzione al Consiglio di Stato. Le indagini da parte dei Pm romani e messinesi continuano e promettono ancora nuove sconvolgenti rivelazioni.

Concetto Alota

 

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