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Sistema Siracusa, scena muta di Ferraro davanti al Gip di Messina

Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’imprenditore di origini napoletane, Alessandro Ferraro di 47 anni, la cui posizione giudiziaria si è aggravata per il suo coinvolgimento anche nella seconda tranche dell’inchiesta principale denominata “Sistema Siracusa”. Assistito dagli avvocati Maria Spurio e Antonio Failla, l’indagato è comparso ieri mattina davanti al gip del tribunale di Messina, Maria Militello, che la scorsa settimana gli ha fatto notificare una nuova ordinanza che prevede a suo carico la misura cautelare degli arresti domiciliari.

E se la posizione di Alessandro Ferraro si è un tantino alleggerita sui rapporti con l’ex Pm Longo durante l’esame di Amara la scorsa settimana, è stata aggravata dopo l’interrogatorio reso dallo stesso Piero Amara ai pm di Messina, che stanno coordinando l’inchiesta “Sistema Siracusa” sul coinvolgimento del giudice Giuseppe Mineo. In questa circostanza è accusato di corruzione per avere svolto il ruolo di intermediario nella dazione di denaro all’allora consigliere del Cga di Palermo,  Mineo, per consentire all’ex presidente della Regione siciliana, Giuseppe Drago, di affrontare le spese di un delicato e costoso intervento a cui doveva sottoporsi in Malesia.

Secondo quanto sostenuto dalla Procura messinese, la somma di denaro pari a 115mila euro era stata versata dalla società “Ocean One Consulting”, riconducibile agli avvocati Amara e Giuseppe Calafiore, su un conto maltese intestato proprio ad Alessandro Ferraro.

Intanto, sarà completato venerdì davanti al gip Militello, il contro esame dell’avv. Calafiore nell’ambito dell’incidente probatorio chiesto dai rappresentanti della pubblica accusa per ulteriore riscontro alle ampie ammissioni rese dai due principali indagati dell’intera vicenda giudiziaria. E’ probabile anche che i pm messinesi vogliano nuovamente sentire Amara per approfondire o chiarire alcuni aspetti delle sue dichiarazioni. Si tratta di un’inchiesta articolata che coinvolge decine di persone mentre sono molte le pagine dell’inchiesta che recano ancora la dicitura omissis, segno che le indagini sono ancora lontane dall’essere concluse e che ancora molti altri spazi di intervento ci siano soprattutto nell’intreccio di processi aggiustati e di sentenze pilotate.

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