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Veleni, profumi e tumori? I dati del Cipa e il Registro Tumori, uno prima e l’altro dopo “per mera combinazione” dicono gli attori e i registi

Siracusa. Si formulano le idee, quelle idee destinate a suscitare tanto stupore; si propone un ritorno all’antico pensiero Greco-Romano, quando la questione principale da affrontare risale alla metafisica classica e riguarda la contraddizione o meno tra i fatti che accadono in conseguenza di un costruito avvenuto o da venire, o dopo che si è formalizzata la notizia alla massa popolare.

Per combinazione, pochi giorni prima della notifica da parte della Procura della Repubblica di Siracusa a Esso e Isab del Decreto di sequestro preventivo degli impianti, il Cipa, il consorzio industriale per la protezione dell’Ambiente, formato dalle stesse aziende del petrolchimico, con una conferenza stampa e una campagna pubblicitaria a tappeto davvero imponente, era quasi riuscito a convincere la pubblica opinione che dalle fabbriche usciva, non un’aria nociva e puzzolente, ma solamente fastidiosa. Insomma, in una sorta di tutto a posto di che vi lamentate, sono quasi profumi. “Nessuna accusa, ma solamente una riflessione”, dice il popolo sovrano.

E ancora, sempre per combinazione, il Registro Tumori dell’Asp a giochi iniziati e con la palla giudiziaria al centro campo, pubblica in pompa magna i dati che sono da considerare veritieri di certo, ma qualcuno si è lamentato di essere datati nel tempo e per combinazione dopo i noti fatti. “Mera combinazione”, dicono gli attori e i registi, “iniziativa lodevole”, replica il popolo. Nessuna allusione, ovviamente, ma semplicemente una libera riflessione del popolo sovrano che “subisce ogni giorno l’inquinamento delle industrie e delle auto, in una ridda di connubi, silenzi e omissioni”. Sarà ora compito della magistratura chiarire come stanno davvero le cose.

Concetto Alota

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