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Accadde oggi: ricorre l’ 843 ° dell’anniversario della battaglia di Montgisard.

A cura di Giovanni Intravaia, Presidente della “Società di Studi Storici e Politici Federico II di Svevia Immutator Mirabilis “.

Il 25 novembre 1177 la BATTAGLIA DI MONTGISARD Baldovino IV a soli 16 anni, malato di lebbra e con soli 2.000 uomini, sconfigge il poderoso esercito di Saladino. Nel 1177 Saladino aveva progettato l’invasione del regno di Gerusalemme partendo dall’Egitto. Venendo a conoscenza di questi piani, il Re Baldovino IV, un sedicenne malato di lebbra, si alzò con fatica dal letto e indossò una maschera d’argento (come si vede in foto) per non mostrare il volto tumefatto dalla malattia, e da Gerusalemme si diresse verso Ascalona con 500 cavalieri per tentare di difenderla ma venne bloccato sul posto da Saladino, forte di 30.000 uomini. Insieme a Baldovino si trovava Rinaldo di Châtillon, l’acerrimo nemico di Saladino. I Cavalieri Templari cercarono di prestare soccorso al Re Baldovino, ma vennero presi d’assedio a Gaza. Saladino giustiziò i suoi prigionieri cristiani e continuò la sua marcia verso Gerusalemme, pensando che Baldovino non avrebbe osato seguirlo con così pochi uomini. Così conquistò Ramla e prese d’assedio Lidda e Arsuf, ma poiché non considerava Baldovino come una minaccia, non si curò dell’esercito cristiano che si diffondeva a raggio; così sia Baldovino che i Templari riuscirono a liberarsi dai rispettivi assedi, e marciarono lungo la costa, nella speranza di intercettare Saladino prima che raggiungesse Gerusalemme. Le forze congiunte di Baldovino e dei Templari ammontavano a circa 580 cavalieri e un migliaio di unità di fanteria. Saladino non si aspettava che avrebbero attaccato con un esercito composto da così pochi uomini.

Nonostante ciò, nel vedere la superiorità numerica dell’esercito islamico, i cristiani restarono pietrificati. Baldovino smontò da cavallo e fece chiamare il vescovo di Betlemme affinché gli portasse la reliquia della Vera Croce che aveva in consegna. Il Re allora si prostrò di fronte alla sacra reliquia chiedendo di dargli la forza di combattere, visto che la lebbra di cui soffriva gliel’aveva tolta, invocando tutto l’aiuto divino possibile per la vittoria. Dopo essersi rialzato, esortò i suoi uomini ad avanzare e caricare. Il giovane Re malato di lebbra, guidò la carica dei cristiani dalla prima linea con la Vera Croce sul suo cavallo luminescente come il sole. L’esercito cristiano fece cariche di cavalleria compatte e distruttive, che sbaragliarono l’esercito di Saladino, che si vide costretto alla fuga. Colpito da pesanti piogge di frecce scagliate dai cristiani, l’esercito islamico in fuga si rese conto di aver perso il 90% del suo esercito, compresa la sua guardia personale, così Saladino si diede anch’egli alla sua fuga tornando in Egitto. Baldovino rincorse Saladino fino nella penisola del Sinai, ma non riuscì nell’intento di catturarlo, visto che Saladino stesso riuscì a fuggire grazie ad un cammello da corsa.

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