ACCESSO AL MARE, LA SICILIA DICE BASTA: L’ARS ACCOGLIE L’ORDINE DEL GIORNO”
Approda a Sala d’Ercole il dibattito sul mare negato in Sicilia. È stato infatti accolto un ordine del giorno presentato dal leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, e dai deputati Caronia, Schillaci e Cracolici, che impegna il parlamento regionale ad affrontare lo spinoso tema degli accessi al mare troppo spesso impediti da tornelli, cancelli e ostacoli abusivi.

Un argomento che investe tutto il perimetro dell’isola e che è particolarmente sentito tanto a Palermo quanto a Siracusa e Catania. Lo stesso La Vardera, infatti, si è reso protagonista recentemente di quello che egli stesso ha definito un blitz compiuto nella spiaggia di Mondello per contestare la presenza di alcuni tornelli che impedivano la libera fruizione della spiaggia. Ma anche a Catania le cose non vanno meglio quest’anno dove agli sbarramenti di vario tipo si sono aggiunti alcuni divieti di balneazione che hanno limitato di fatto il godimento di alcuni tratti di costa libera. E poi anche da noi, a Siracusa, dove è ancora in corso la battaglia promossa dal PCI per la liberazione della spiaggetta dello Sbarcadero, dei cancelli di via Iceta, della spiaggia dell’Arenella data in gran parte in concessione, con l’avvio di assemblee pubbliche e di una petizione popolare “liberiamo il mare” per chiedere al Sindaco e al Consiglio Comunale di rendere fruibile il mare in città. L’obiettivo dell’iniziativa siracusana è quello di ottenere la restituzione del libero accesso e la fruibilità delle spiagge e del litorale, oltre al censimento di tutti gli accessi al mare e delle aree demaniali marittime.
L’ordine del giorno di La Vardera propone all’ARS di applicare in tutte le spiagge il seguente pacchetto di proposte:
1. Rimuovere ogni tornello
2. Rimuovere ogni staccionata che impedisce accesso libero al mare
3. AUMENTARE DA 5 METRI A 10 METRI la distanza tra i lidi e il mare, per permettere un adeguato spazio per fare il bagno.
Un atto formale, afferma l’ex iena oggi parlamentare regionale, che apre scenari importanti a tutela dei siciliani e che tende a rivalutare le spiagge come un bene comune ed essenziale per il benessere dei cittadini.



