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Affare migranti: sbarchi e centri di accoglienza organizzati tra connubi e corruzione

Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha puntato il dito sul traffico dei migranti: “A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante – ha aggiunto Zuccaro -: si perseguono da parte di alcune organizzazioni finalità diverse, ovvero destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”. Il magistrato ha precisato che ancora non ci sono prove certe per dimostrare il fenomeno: “C’è un’indagine conoscitiva sulle Ong che è ancora in corso. Di prove si può parlare soltanto a fronte di conoscenze che possano essere utilizzate processualmente e queste al momento mancano. Tra gli elementi raccolti ci sono i contatti diretti con soggetti che si trovano in Libia che annunciano la partenza di barconi. Non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma ci sono Ong che non rispettano le regole”. Parole che hanno scatenato reazioni e polemiche nel corso del question time ala Camera, dove è arrivata anche la presa di posizione del governo: “Le accuse non possono evidentemente essere sottovalutate – ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti – ma vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate”.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando invita alla cautela: “Spero che la Procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna”.

Ma la realtà è grave. Gli interessi diffusi nel business dell’immigrazione per corrompere e lucrare sono ramificati in Sicilia e Calabria e a tutti i livelli. I centri di accoglienza sono organizzati direttamente nei luoghi degli sbarchi, “agevolando” le prefetture e i comuni dai mille problemi dopo l’arrivo. I flussi di migliaia di disperati provenienti dal Magreb, sono oro puro per mediatori e politici senza scrupoli; milioni di euro che finiscono facilmente nelle casse degli approfittatori delle disgrazie altrui. A dirigere il “traffico” nazionale erano dapprima gli uomini di “Mafia Capitale”, attraverso una fitta organizzazione da dove è venuta fuori solamente una minima parte dell’intera vicenda che si ramifica fin nei Paesi del vicino Nord Africa, e dove il controllo dell’immigrazione clandestina si svolge direttamente alla partenza nelle coste libiche.

Gli “scafisti”, hanno confermato più volte che i flussi dei barconi sono dirottati di volta in volta verso le coste dove ci sono già pronti i centri di accoglienza sotto controllo dalla mafia dei migranti in connubio con la politica e parte delle istituzioni. Ogni movimento dei natanti è organizzato in base ai posti liberi nelle strutture a terra, e se non presenti, adibiti velocemente apposta.

L’importante è piazzare più posti letto possibili e preparare pasti caldi, per quei disperati che arrivano in Sicilia dove ad attenderli ci sono gli “sciacalli”, che si sono organizzati per lucrare su quella povera gente. Carne umana da macello.

Nelle intercettazioni telefoniche gli autori si spingevano per far accreditare dal Ministero degli Interni anche dei centri nel siracusano, dove le operazioni “segnaletiche” degli investigatori della Dia ancora in corso parlerebbero di costruttori, proprietari di capannoni, operatori turistici, uomini della politica e collegamenti a cooperative nate ad hoc, funzionari dello Stato, così come personaggi legati alla mafia del territorio sotto il “coperchio” dei clan catanesi. Sulla vicenda, secondo le indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi, sarebbero coinvolti a vario titolo “operatori” del “settore” così in connubio con uomini della politica e delle istituzioni nei territori del siracusano e catanese, come nel resto della Sicilia. Le Direzioni dei vari Distretti Antimafia, insieme ai Servizi segreti di mezza Europa, sono al lavoro per scoprire connivenze istituzionali, ramificazioni, connubi e rapporti legati agli interessi economici locali e con personaggi mafiosi, sia dai tanti possibili infiltrati terroristi. Ma la vergona è nello sfruttamento della povera gente che passa inosservato tra silenzi, connubi e corruzione. La portata del sistema è stato sottovalutato.

Concetto Alota

 

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