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Agente aggredito da detenuto, il sindacato: “Serve più personale”

Il nuovo episodio di violenza ai danni di un agente di polizia penitenziaria ha fatto riemergere la questione della carenza di personale di polizia penitenziaria al carcere di Brucoli. L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio della vigilia di Natale, quando un detenuto, forse in preda ai fumi dell’alcol, al termine della passeggiata in cortile, ha aggredito un agente sferrandogli un pugno al volto. Il poliziotto è stato soccorso dai colleghi e trasportato in ospedale dove è stato sottoposto a una Tac per comprendere l’entità delle lesioni.

“La situazione alla casa di reclusione di Augusta – afferma Nello Bongiovanni, segretario dell’Ugl penitenziari – al di là di quanto accaduto alla vigilia di Natale, presenta una serie carenza di organico, quasi esplosiva. Alle sezioni che sono state di recente riattivate, se ne sono aggiunte altre per fare rispettare la quarantena anticovid a coloro che rientrano in cella. All’aumento dei detenuti, non corrisponde l’arrivo di nuovo personale di custodia. Si fanno turni di 9-10 ore e la situazione è ormai insostenibile”.

Per il sindacalista di categoria, nel penitenziario di Brucoli si stanno vivendo le stesse situazioni di un anno addietro alla casa circondariale di Cavadonna. “Mentre a Siracusa – dice Bongiovanni – oggi parte dell’istituto è chiuso a causa dei danni provocati durante la rivolta di marzo, da noi le sezioni chiuse per lavori, ora sono tutte aperte. Non nè che le nostre istituzioni regionali e locali abbiano dato una grossa mano o sostegno morale al personale. Anzi, notiamo un paventato attacco ai sindacalisti”.

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