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AGRIGENTO, DROGA E INTIMIDAZIONI MAFIOSE: 13 FERMI. RAFFICHE DI KALASHNIKOV CONTRO COMMERCIANTI

Nuovo colpo alla criminalità organizzata nell’Agrigentino. I Carabinieri, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno eseguito 13 fermi a carico di altrettanti indiziati, accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, con l’aggravante del metodo mafioso.

I fermi sono scattati a Favara, Canicattì, Porto Empedocle e San Cataldo. Cinque degli indagati si trovavano già in carcere. Le perquisizioni hanno riguardato anche altre persone, coinvolte nell’inchiesta.

L’indagine – iniziata a dicembre 2024 – rappresenta la prosecuzione di un’operazione che, lo scorso gennaio, portò all’arresto di 48 presunti affiliati alle famiglie mafiose di Porto Empedocle e Agrigento-Villaseta, guidate da Fabrizio Messina e Pietro Capraro.

Gli inquirenti parlano di una Cosa Nostra agrigentina ancora pienamente operativa, dotata di armi e risorse economiche, nonostante i colpi inferti negli anni. In particolare, è emerso un uso sistematico di telefoni cellulari da parte di uomini d’onore anche durante la detenzione.

Gli indagati sarebbero responsabili di gravi atti intimidatori: nel mirino imprenditori, commercianti e spacciatori che rifiutavano le imposizioni del clan. Due episodi simbolo: a dicembre l’assalto con un AK-47 contro una rivendita di frutta ad Agrigento, e, più recentemente, l’intimidazione a colpi di mitragliatore contro un panificio di Porto Empedocle.

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