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Anche a Noto attivo il comitato “No triv”

“Blocca lo sblocca Italia”, difendi la tua terra! É questo l’appello lanciato dai comitati “No Triv” che si stanno moltiplicando in tutti gli angoli del Bel Paese per fermare e cancellare il Decreto firmato dal Governo Renzi il 13 settembre scorso, che in pratica “sacrifica il Paese sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche”. Si legge così nell’appello, lungo ed articolato che sta circolando per sensibilizzare ogni singolo cittadino al destino che inevitabilmente piomberà su noi e le prossime generazioni. In attesa della manifestazione capitolina, il 15 e il 16 ottobre con il presidio davanti alla Camera dei Deputati, oggi a Licata si ritroveranno i rappresentanti dell’Anci con il suo Presidente Leoluca Orlando, il Consorzio Cunes, Città dell’Unesco, presieduto dal sindaco di Catania, Enzo Bianco, ed altri amministratori delle città siciliane, tra cui l’Assessore di Noto con delega al Sito Unesco, Cettina Raudino: “L’opinione comune è fortemente decida ad opporsi a questo decreto. Noi oggi visiteremo i punti del Canale di Sicilia, denominati Centauro 1 e Gemini 1, due perforazioni esplorative, che distano 13,5 e 15 miglia dalla costa di Licata. Poi in città parteciperemo ad un Consiglio Comunale aperto, dove saranno rese note le delibere dei vari Comuni, le osservazioni tecnico scientifiche che avallano la nostra battaglia, rendendola leggittima. L’epilogo dovrà essere la composizione di un cordinamento e la stesura di un documento condiviso. A tal proposito abbiamo avuto anche rassicurazioni che l’Unesco Internazionale sarà fattivamente accanto alla nostra lotta, e a Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO”. Dunque le aziende non solo hanno avuto l’ok per procedere ma sono già avanti nell’aver identificato le precise aree dove svolgere i loro progetti. Ma ovviamente ciò poteva avvenire con il beneplacito di pochi, solo per un tempo breve, perchè adesso che certi atti sono visibili perchè divenuti fatti e non più semplici carte chiuse nei “soliti” cassetti, la protesta si allarga. É stato inoltrato un ricorso al Tar del Lazio, non solo dalle Associazioni ambientaliste e di difesa del patrimonio paesaggistico ma anche da altre Associazioni di categoria e dalle Istituzioni locali contro il decreto 149/14, emanato dal Ministro dell’Ambiente che sancisce la compatibilità ambientale del progetto “Off-shore ibleo” di Eni. Un dettagliato report sul sito del movimento politico “Il megafono” parla di attività di prospezione e di estrazione di gas e petrolio nel Canale di Sicilia: circa 14. Ma altre sono previste anche sulla terraferma:  Scicli, Biancavilla, tra Avola e Noto, Capo Passero, Pozzallo. Ecco perchè lo storico comitato No Triv di Noto, lancia forte il grido d’allarme e chiama a raccolta tutti: Natura Sicula, Associazione Albergatori di Noto, Ambiente e Macchia Mediterranea, Agenda 21, Sciami, NotoAmbiente, Archeoclub, Ente Fauna Siciliana, Case Sparse dell’Agro Netino, Acquanuvena. Con la speranza di non assistere allo stesso epilogo del Muos.
Emanuela Volcan

 

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