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AnciSicilia Paolo Amenta: Degrado della rete viaria provinciale, tavolo di intervento Libero Consorzio e Comuni

«Una situazione generale di degrado in tutto il territorio provinciale che imbarazza, in particolare per quanto riguarda la mancanza di pulizia e sicurezza dell’ampia rete viaria provinciale, l’increscioso fenomeno della nascita di discariche abusive con montagne di spazzatura lunghe le strade, ormai non più controllate, e la scarsa attenzione alle manutenzioni degli edifici scolastici di competenza del Libero Consorzio mentre inizia il nuovo anno scolastico. Un silenzio assordante attorno alla devastazione di un territorio di pregio segnato da Riserve naturalistiche, aree patrimonio Unesco, una storia millenaria ed eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche, che deve, urgentemente, svegliare le istituzioni di competenza, la politica e i cittadini, se si vuole ancora sperare in uno sviluppo turistico e sostenibile».

Così il Vice presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, già Sindaco di Canicattini Bagni e attuale Presidente del Consiglio comunale della cittadina iblea, sulla drammatica trasformazione e la devastazione che stanno subendo vaste aree della provincia di Siracusa, se non la sua totalità, a causa dei mancati interventi di pulizia e di messa in sicurezza degli oltre 1750 km di rete viaria provinciale da parte del Libero Consorzio siracusano, a cui competono, altresì, le manutenzioni e gli interventi di edilizia scolastica negli istituti superiori, già alle porte di un nuovo anno scolastico con le problematiche di sempre.

Libero Consorzio che da tempo, ormai, è in dissesto finanziario, dopo la fallita rivoluzione sul futuro delle ex Province che, nel ridurne drasticamente i trasferimenti delle risorse economiche, non le ha svuotate di ruoli e competenze, ad iniziare dagli interventi strutturali così come dei controlli del territorio per la salvaguardia ambientale e il suo decoro.

Quelli che una volta rappresentavano i punti di forza della provincia più a sud d’Italia per investire, come hanno fatto e continuano a fare tanti Comuni e Aziende, in turismo, crescita ecosostenibile e miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

«Il rischio – aggiunge il Vice Presidente Amenta – è che oltre all’isolamento, come sta avvenendo per i Comuni montani con la chiusura di molte strade e ponti, si vanificano tutti gli sforzi e gli impegni assunti da Comuni e imprese per scommettere in un futuro di qualità, dove protagonista è lo straordinario e ricco patrimonio culturale, ambientale e storico di una provincia, credo caso unico, per buona parte inserita nella Heritage List dell’Unesco. Così facendo, infatti, non si fa altro che continuare a bruciare il futuro dei nostri giovani, altro che fermarne le partenze.

Basta andare in giro per la provincia per avere davanti uno scenario del tutto diverso rispetto a qualche anno addietro. Strade e ponti crollati o intransitabili, bordi delle strade provinciali, alcune delle quali anche importanti come la “Maremonti” che collega Siracusa alla zona montana, invasi da fitte vegetazioni e terriccio che non lasciano trasparire neanche pochi centimetri di guardrail, mettendo a rischio chi vi transita, in particolare con l’arrivo dell’inverno e delle piogge. Con l’aggravante che non esiste più un solo metro di segnaletica orizzontale mentre quella verticale, dove c’è, è nascosta dalla vegetazione.

Per non parlare delle montagne di spazzatura che ormai primeggiano ai bordi delle strade, nei raccordi autostradali o ai varchi d’ingresso dei nostri centri urbani, per l’inciviltà di pochi cittadini, diventando scenario e spettacolo per i tanti visitatori e turisti che scelgono di venire nel siracusano, com’è successo questa estate.

La gente – prosegue il Vice Presidente di AnciSicilia – il cittadino comune, che magari non è a conoscenza di chi sono le competenze e le responsabilità, vede e chiede al più vicino front-office, che sono gli amministratori comunali, pretendendo da loro risposte che purtroppo non hanno.

Eppure continuiamo a pagare al Libero Consorzio e alla Regione servizi che non vengono più erogati. Il Libero Consorzio, ad esempio, continua ad incassare il 5% dei Piani finanziari per la raccolta dei rifiuti approntati dai Comuni che, viste le difficoltà che attualmente registra, attraverso appositi protocolli d’intesa potrebbe lasciare agli stessi Comuni per far rimuovere al suo posto la spazzatura dai varchi di alcune aree di sua competenza come le arterie provinciali e i raccordi autostradali. Basta volerlo.

Basterebbe un po’ d’orgoglio da parte del Libero Consorzio dei Commissari, con altrettanta umiltà e lungimiranza – conclude il Vice Presidente Paolo Amenta – per chiamare attorno ad un tavolo tutti i 21 Comuni della provincia, che certo non stanno meglio dal punto di vista finanziario ma sono disponibili, per affrontare insieme questi fenomeni che stanno devastando e degradando il territorio, per noi risorsa primaria di sviluppo economico e turistico, il cui recupero, più passa il tempo, più difficile si presenta. Magari, così facendo, il Libero Consorzio, che nonostante il dissesto è nel pieno del suo ruolo e delle sue competenze, potrebbe dedicarsi con più attenzione alle altre manutenzioni, come quelle che riguardano il sistema formativo e dell’istruzione, altra risorsa fondamentale per la crescita del territorio».

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