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Assemblea nazionale dei presidenti Camcom a Siracusa

I presidenti e i segretari generali delle nuove camere di commercio italiane si sono dati appuntamento a Siracusa per l’annuale assemblea nazionale. La scelta della nostra città è stata fatta dal presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, già presidente dell’ente camerale siracusano, per quello che rappresenta il primo appuntamento ufficiale dei dirigenti e dei funzionari delle Camcom dopo l’entrata in vigore della riforma, approvata nel mese di agosto.

L’assemblea, che si tiene martedì e mercoledì a palazzo Borgia in Ortigia, avrà modo di affrontare la riforma che di fatto harivoluzionato la geografia del sistema camerale sul territorio italiano,assegnando agli enti nuovi compiti e funzioni. Di fronte a queste nuove sfide, le Camere di commercio siciliane si confrontano con una situazione particolare, frutto di una serie di scelte compiute dal Governo regionale. Inevitabile il riferimento all’accorpamento delle camere di commercio di Catania, Siracusa e Ragusa i cui strascichi sono ancora presenti nelle aule giudiziarie. Il riferimento è ai due ricorsi prendenti al Tar di Catania, avanzati dal raggruppamento di associazioni di categoria contrarie all’accorpamento: il primo attiene alla contestazione dell’iter e delle procedure di accorpamento delle camere di commercio del sud-est. La decisione dei giudici ha subito uno slittamento di un mese e quindi è attesa la sentenza nel mese di novembre. Altro ricorso pendente al tribunale amministrativo regionale etneo è quello relativo alla richiesta di annullamento della delibera dell’ex commissario della camera di commercio aretusea con cui ha impugnato la revoca dell’accorpamento volontario adottata dall’allora giunta camerale. Su questo fronte è atteso un pronunciamento del Tar da un giorno all’altro. A questi due ricorsi se ne sta aggiungendo un altro, al limite della scadenza dei termini, contro il decreto del ministro Calenda, che accorpa le tre camere di commercio. Il raggruppamento di associazioni datoriali contesta la parte in cui il decreto non tiene conto dei criteri della legge Madia, sostenendo che, nella ripartizione prevale la politica sulla legge. La maggioranza delle associazioni datoriali continuano a sostenere che sia stato colpito un territorio molto vasto come quello di Siracusa e Ragusa con più di 75 mila imprese e con una determinata specificità geo-economica, costituita dalla presenza di industrie, agricoltura trasformata, beni culturali e il più alto numero di siti Unesco.

“Vogliamo confrontarci con il nuovo governo regionale”, dice Pippo Gianninoto, ex presidente della Camcom di Siracusa, che, rispetto all’assemblea nazionale dei presidenti degli enti camerali è drastico: “Non me l’aspettavo fosse organizzata nella nostra città. Se ha il senso di ammorbidire un torto palese, siamo molto lontani dall’arrenderci”. E poi si duole che la nuova giunta camerale, che si è riunita venerdì a Siracusa “non abbia sentito il dovere di incontrarsi con la stragrande maggioranza delle associazioni di categorie siracusane contrarie a questo tipo di governance. Ciò la dice sulla considerazione di Siracusa come sede secondaria e non come centro nevralgico”.

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