Assenteismo a Palermo, nove lavoratori accusati di truffa aggravata
Nuova bufera assenteismo a Palermo. La Polizia di Stato ha incastrato nove dipendenti di una società partecipata del Comune, accusati a vario titolo di truffa aggravata e peculato.

Nei loro confronti la Digos della Questura di Palermo ha eseguito un’ordinanza di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Un decimo lavoratore è stato invece iscritto nel registro degli indagati e ha ricevuto un’informazione di garanzia.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia e dal sostituto Eugenio Faletra, ha portato alla luce un collaudato sistema di complicità.
Grazie a pedinamenti e telecamere nascoste piazzate nei punti strategici, gli investigatori hanno filmato le quotidiane condotte di assenteismo degli indagati, che riuscivano a risultare presenti grazie a colleghi compiacenti che strisciavano il badge al loro posto.
“Pugno duro contro i furbetti del cartellino all’interno della Reset, ma anche nelle altre società partecipate del Comune di Palermo. Non faremo sconti a nessuno perché nessuno può considerare le società partecipate come il proprio orticello per fare cosa vuole”. Lo dichiara l’assessore comunale alle Partecipate, Brigida Alaimo, commentando l’operazione che ha portato alla luce presunte irregolarità all’interno della Reset.
“Saranno avviati approfonditi controlli – aggiunge Alaimo – per verificare eventuali responsabilità e accertare se vi siano state superficialità o omissioni da parte di chi era chiamato a svolgere attività di vigilanza e controllo. Il rispetto delle regole e la tutela dell’interesse pubblico devono rappresentare principi inderogabili per tutti”.



