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Attualità. Paolo D’Orio:“ Esprimo sdegno verso chi omette il Natale negli istituti d’istruzione”

“ Esprimo sdegno, oggi come ieri, verso chi omette il Natale negli istituti d’istruzione, laddove deve insegnarsi la regola basilare della democrazia ovvero che la maggioranza vince; e la maggioranza degli italiani è orgogliosa della propria religione, cultura e tradizione: il presepio non si tocca!!  così protesta il Cavaliere Paolo D’Orio a fronte di alcuni dirigenti scolastici che in Italia hanno bandito la realizzazione del presepio, le recite con nenie che fanno riferimento a Gesù e perfino le tradizioni natalizie all’interno dei plessi.  Il presepio o presepe  – continua D’Orio –  è un’esposizione che abbellisce le città e nobilita le case degli italiani. Il nome “presepe” deriva dal vocabolo latino praesaepe composto da prae ossia innanzi e saepes che vuol dire recinto (luogo che ha davanti un recinto); l’usanza tutta nostra del presepe iniziò con San Francesco nel 1223 quando il patrono d’Italia realizzò a Greccio (RI) la prima rappresentazione della nascita di Gesù, poi si diffuse la collocazione all’interno delle chiese (nel XV sec.) di grandi statue di Gesù, Giuseppe e Maria  e quindi nelle case dei nobili sotto forma di cappelle in miniatura. Nel XVIII secolo a Napoli si scatenò addirittura una vera e propria competizione tra le nobili famiglie per chi avesse il presepe più bello e sfarzoso, i nobili impegnavano per la realizzazione intere stanze dei loro palazzi ricoprendo le statue di tessuti pregiati e gioielli autentici. Dal XIX sec. il presepe occupò anche gli appartamenti dei borghesi e di tutto il popolo italiano e la tradizione fino ad oggi è tale. Non possiamo festeggiare il Natale e cancellare la Natività per un esasperante politicamente corretto!  eccepisce il Cavaliere D’Orio, avvocato penalista.
Nella foto un manufatto di Salvatore D’Orio, padre del cavaliere.

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