Augusta, don Prisutto legge i nomi dei morti per cancro
Come tutti i 28 di ogni mese, anche qualche giorno fa padre Palmiro Prisutto, arciprete della chiesa Madre di Augusta, nel corso della celebrazione liturgica, fa nomi e cognomi dei morti di cancro della cittadina megarese che si trova a ridosso del polo petrolchimico industriale. Un appuntamento non a caso che ricade proprio il 28 di ogni mese con la Festa dei Santi Innocenti, ormai divenuto consuetudine, con una lunga lista di “caduti” per cancro e un minuto di silenzio in loro memoria che fa accapponare la pelle. I dati raccolti dal sacerdote comunicati direttamente dai parenti dei deceduti, sono stati acquisiti dalla procura di Siracusa che ha aperto un fascicolo sulla questione. Oltre 500 le morti per tumore 300 nel solo anno 2014 e tante segnalazioni rivolte alla presidenza della Repubblica nella figura di Giorgio Napolitano, ma senza risposte.
“Le morti sono tutte uguali, non ci sono morti di serie A e morti di serie B – ha detto don Prisutto – i nostri morti non sono diversi dagli altri. Non è possibile che le istituzioni non prendano in considerazione le problematiche delle morti per cancro della città di Augusta. Che ha un tasso di inquinamento superiore alla media nazionale e che ogni anno miete centinaia di innocenti”. Nel corso della celebrazione della messa e in occasione del ventennale della nascita di Libera, la portavoce Rita Pancari e Legambiente, hanno voluto dare la propria testimonianza ricordando le vittime della mafia. Il riferimento tra i tanti è rivolto ai giornalisti Mario Francese e Giuseppe Fava, uccisi dalla mafia.
G.F.



