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Augusta, due portaerei ormeggiate al porto

Un colpo d’occhio straordinario, due giganti del mare, due maestose portaerei, ormeggiate contemporaneamente nel Porto Commerciale di Augusta.

È approdata al Porto di Augusta l’Ammiraglia della Royal Navy, la portaerei “HMS Queen Elizabeth, in sosta durante il suo percorso verso l’Oceano Indo Pacifico. La nave è ormeggiata alle banchine 6-7-8. La portaerei ha una lunghezza di 280 metri, una larghezza di 39 metri ed un pescaggio di 11 metri ed i fondali della banchina presso la quale sosta al Porto Commerciale di Augusta hanno una profondità di -13,80 metri, consentendo quindi un accosto agevole e sicuro.

Il giorno dopo l’arrivo dell’Ammiraglia della flotta UK è arrivata anche la porterei della Marina Militare Italiana “Cavour”, che è stata ormeggiata alle banchine 2 e 3 sempre nel Porto Commerciale. La portaerei ha una lunghezza di 244 metri ed una larghezza massima al ponte di volo di 39 metri. Infine il pescaggio è di 8.60 metri, assolutamente compatibile con i fondali di –12 metri.

La “HMS Queen Elizabeth” lascerà il Porto di Augusta giorno 14 giugno, mentre la Cavour mollerà gli ormeggi oggi. La presenza di due portaerei di tale stazza e lunghezza contemporaneamente ormeggiate al Porto Commerciale di Augusta non si può certo definire un evento ordinario, anzi trattasi di un evento di straordinaria importanza che si è potuto realizzare grazie alla natura stessa dei fondali del Porto ed alla lunghezza ed adeguatezza delle banchine messe a disposizione dall’Autorità di Sistema del Mare di Sicilia Orientale.

La stipula dell’intesa per la permuta di un’area comunale alla Pizzuta da destinare alla costruzione del nuovo comando provinciale dei carabinieri, sancisce il tramonto definitivo dell’ipotesi di utilizzare parte dell’idroscalo di via Elorina per le esigenze logistiche dell’Arma. Come si ricorderà, nel 2017 fu presentato un progetto che prevedeva di investire circa 3 milioni di euro per adattare una parte dell’area della sede del distaccamento aeronautico per le esigenze operative dei militari dell’Arma.

Sembrò a tutti cosa fatta un’operazione che, però, all’atto pratico, scontentava tutti: sia i padroni di casa, l’arma azzurra, sia il Comune, sia gli stessi carabinieri che non trovavano idonea e fruibile quell’area, decentrata rispetto al centro cittadino e assillata dal traffico, piuttosto intenso su via Elorina. Il progetto, quindi, è finito per quattro anni a bagnomaria, mentre il vertice dei carabinieri, sottotraccia, ha cominciato a cercare nuove soluzioni più praticabili. L’occasione propizia è stata offerta dagli uffici comunali, che hanno proposto all’Arma un’area in contrada Pizzuta, di fronte al costruendo comando provinciale dei vigili del fuoco.

Rimane da stabilire che cosa fare dell’ex idroscalo De Filippis. In aprile, i parlamentari siracusani Stefania Prestigiacomo e Paolo Ficara hanno incontrato il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè. Al centro della riunione, la richiesta smilitarizzazione dell’area dell’Aeronautica, nella prospettiva di dare seguito ai progetti di riqualificazione del waterfront.

Prestigiacomo e Ficara hanno illustrato al sottosegretario le istanze per ridare vita e fruizione ad una parte suggestiva del waterfront. “Per ottenere questo obiettivo, oltre al pressing che abbiamo avviato con il Ministero della difesa per la liberazione dell’area, occorre una volontà coesa e impegnata di tutte le istituzioni, Comune e Regione in primo luogo.

“Riqualificare quell’area è fondamentale per dare una spinta decisa, quanto chiara, alle linee di espansione prossime venture della città. Siracusa deve crescere attorno al suo porto, puntando verso sud”, aggiunge poi Paolo Ficara.

Per Stefania Prestigiacomo “realizzare all’ex idroscalo il nuovo museo archeologico e rigenerare tutta l’area, che comprende anche il Ginnasio Romano, attraverso un progetto ambizioso e qualificante, potrebbe essere una delle scelte forti da inserire nel Recovery Plan che destina 8 miliardi per gli investimenti nel campo della cultura”. I due esponenti politici concordano, poi, sul fatto che l’ex idroscalo possa diventare “un grande polo attrattore di Siracusa, una volta riconquistata l’area per usi civili”.

Al momento, però, nessuna risposta è pervenuta da Roma. Ciò significa che l’area rimane di assoluta competenza dell’Aeronautica.

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