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Avola, omicidio Lopiano: le parti civili si associano alla richiesta della Procura

Dovrebbe arrivare il 4 maggio la sentenza al processo per l’uccisione di Loredana Lopiano, la 47enne, caposala al reparto di Oncologia all’ospedale Di Maria di Avola, accoltellata la mattina del 27 settembre 2018 dal 19enne Giuseppe Lanteri. Dopo la richiesta del pubblico ministero Andrea Ursino di confermare la condanna a 30 anni ,inflitta in primo grado dal gup del tribunale aretuseo, Carmen Scapellato, ieri è toccato ai legali di parte civile associarsi alle richieste del rappresentante della pubblica accusa. Hanno discusso l’avvocato Carmela Coffa per il centro antiviolenza Doride, e l’avvocato Sebastiano Troia per il marito e le figlie della vittima. Nella prossima udienza toccherà, invece, all’avvocato Antonino Campisi svolgere l’arringa difensiva prima che la corte d’assise d’appello di Catania si ritiri in camera di consiglio per emettere il verdetto. 

Come in primo grado, anche in questo secondo giudizio l’accusa non ha inteso contestare all’imputato la premeditazione che avrebbe comportato una richiesta di condanna per Lanteri all’ergastolo. 

Come si ricorderà, l’aggressore ha inferto cinque coltellate a Loredana Lopiano, che aveva aperto la porta la mattina del 27 settembre di tre anni fa, non aspettandosi la reazione del giovane ex fidanzatino della figlia che si trovava al piano superiore dell’abitazione ma nulla ha potuto fare per evitare l’irreparabile. La donna, colta di sorpresa, non è riuscita a parare i colpi inferti dal giovane, che ha assestato un fendente all’addome, uno, con la punta della lama, allo zigomo, provocando un’altra ferita da taglio al mento, poi quella letale alla gola, recidendo la carotide. L’ultimo colpo l’ha inferto alla nuca ed è lì che si è spezzata la lama del coltello. Subito dopo avere ucciso la donna, Lanteri si è allontanato dall’abitazione di via Savonarola ma non ha fatto ritorno a casa. Ha girovagato in lungo e in largo per Avola per poi essere ritrovato lungo il litorale avolese dai poliziotti del locale commissariato che lo hanno arrestato. 

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