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Avola, ucciso in un attentato dinamitardo: chiesta nuova archiviazione

Il gip del tribunale di Catania Pietro Antonio Currò si è riservato sulla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Alessandro Sorrentino della Dda etnea, relativamente alla posizione dell’avolese Salvatore Gregorini, assistito dall’avvocato Sebastiano Troia, accusato di omicidio doloso aggravato. La vicenda è un vero e proprio cold case. Risale al 28 ottobre 1987 quando, a seguito di un attentato dinamitardo consumato ai danni di una ditta che si occupava della distillazione di succo di limone per uso industriale, perse la vita Paolo Svezia, un impiegato della stessa impresa. Le indagini, a suo tempo svolte dalla Procura di Siracusa, furono archiviate. Nel 2014, però, a seguito della ricezione di un esposto anonimo indirizzato alla famiglia della vittima, la stessa Procura ha riaperto le indagini che, l’anno successivo sono state trasmesse alla Dda di Catania. Nel corso delle indagini è emerso che vi sarebbe stata una richiesta nei confronti del titolare della ditta avolese d’interrompere l’attività di trasformazione del succo di limone in altri prodotti da immettere nel mercato, per favorire un’altra ditta fuori provincia. A quel punto sarebbe stato ordito l’attentato che si sarebbe dovuto limitare solo al danneggiamento del bilico per la pesatura dei camion carichi di prodotti.  

Dal racconto di alcuni testimoni, Svezia potrebbe essersi accorto della presenza in fabbrica di estranei che, dopo una colluttazione, lo avrebbero ucciso per poi collocare e fare esplodere l’ordigno. Per il pm Sorrentino, però, l’esito delle attività tecniche non hanno fornito riscontri alle dichiarazioni acquisite sia nei confronti del presunto mandante sia di Gregorini inteso ‘u ‘Ncaddona e di un’altra persona quali esecutori materiali. Da quei la richiesta di archiviazione del caso. 

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