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Bancari in crisi, Motta: “Non c’è nulla da festeggiare”

“Non c’è nulla da festeggiare”. Così esordisce una nota della federazione autonoma bancari italiani, nel fare il bilancio di fine anno della categoria. “Il clima è pesante – afferma Gaetano Motta, segretario provinciale della Fabi – gli sportelli registrano sempre più folle di clientela inferocita per attese medie di un’ora e quaranta per effettuare operazioni”. Il sindacato di categoria chiede il rafforzamento degli organici del personale dipendente degli istituti di credito: “I consulenti, ovvero i cassieri – continua Motta – scarseggiano e le banche che hanno investito in strumenti tecnologici non danno risposte, risolvendosi in una mera riduzione di costi a scapito dell’occupazione piuttosto che nella creazione di valore aggiunto per i lavoratori e la clientela”. Il riferimento del sindacato è alla scadenza del nuovo contratto, previsto per il dicembre del prossimo anno. “Gli istituti di credito hanno dato spazio a nuove figure professionali – dice Motta – che non sono normate nel contratto collettivo di lavoro. Chiediamo, quindi, che ci siano opportunità di lavoro in più e non soltanto una contrazione di posti di lavoro celati dagli esuberi”. A proposito di esuberi, sono diverse le filiali di banche che in provincia sono state chiuse o che, come nel caso di Monte dei Paschi di Siena chiuderanno a breve. “E’ una situazione generalizzata – dice il segretari della Fabi – non semplice da gestire che richiede il massimo dello sforzo sindacale nei prossimi mesi”.

La federazione autonoma dei bancari avanza richieste a cominciare dal miglioramento delle relazioni interpersonali. “Giorno dopo giorno – dice Motta – si assiste agli spostamenti di personale di ogni ordine e grado, demansionamenti ed immotivate retrocessioni nel ruolo ricoperto, spesso accompagnate da carenze di rispetto nelle comunicazioni e da mancanza di formazione per l’assunzione di nuovi ruoli da ricoprire. L’assenza della formazione, tanto declamata e mai applicata, lascia i colleghi allo sbaraglio, con pesanti responsabilità sia sul piano personale sia disciplinare”.

 

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