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Bancarotta fraudolenta, imprenditore rigetta le accuse

Ha depositato una memoria Gianfranco Lino, il 72enne imprenditore siracusano, per cui è scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari perché accusato di bancarotta fraudolenta per distrazione e di causazione dolosa del fallimento, oltre al reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. L’indagato è comparso ieri mattina davanti al gip del tribunale aretuseo, Carmen Scapellato, per sottoporsi a interrogatorio di garanzia.

Nella documentazione prodotta, ha rigettato sostanzialmente ogni addebito, sostenendo non sussistere il reato di distrazione dei beni mentre per quanto attiene alla contestazione dell’imponente mole di debito nei confronti dell’erario, ha documentato di avere ottenuto un esito favorevole in primo grado rispetto ai ricorsi presentati per cui ha ottenuto l’annullamento delle cartelle esattoriali.

Ha spiegato poi l’esigenza di mettere in liquidazione la società attesa la vendita all’asta di un immobile che sarebbe incisa sul bilancio. Il legale difensore, Umberto Di Giovanni, ha depositato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di revoca della misura cautelare nei confronti del suo assistito, riservandosi, qualora dovesse essere rigettata, di proporre ricorso al tribunale del riesame di Catania.

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