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Candidatura di Siracusa a capitale della cultura italiana 2024, l’On. Cafeo: “tempi risicati per una proposta”

“Lo scorso 9 luglio, in occasione della ripresa delle iniziative collegate al progetto ReStart, comunicammo ufficialmente l’avvio dei lavori per l’insediamento di due tavoli legati ad altrettanti modelli di sviluppo per la nostra città, definiti non a caso complementari e mai antitetici ossia quello per la preparazione del dossier destinato alla candidatura di Siracusa a capitale europea della cultura nel 2033 e quello destinato ad immaginare il polo industriale quale epicentro della transizione energetica”.

Lo dichiara l’On. Giovanni Cafeo, parlamentare regionale della Lega e segretario della III Commissione ARS Attività Produttive.

“L’indispensabile premessa serve per comprendere come la proposta successiva dell’amministrazione di Siracusa, ossia quella di candidare la città a capitale della cultura italiana del 2024, segua coerentemente un solco già tracciato che in linea teorica ci vede favorevoli e interessati – prosegue Cafeo – ma che all’atto pratico si scontra con problemi enormi ed eterogenei, da affrontare e provare a risolvere in un tempo limite oggettivamente impossibile anche se, ovviamente, spero di sbagliarmi”.

“Preparare un dossier così importante come quello per la candidatura a capitale italiana è un lavoro serio, complesso e strutturato che non può ridursi a uno spot per l’amministrazione che lo propone – continua l’On. Cafeo – ma che anzi deve provare a distaccarsi completamente dalla politica per aprire alla società civile, agli esperti e a chi può davvero offrire una nuova visione della città, slegata dal concetto manicheo di chi divide i cittadini in <<chi è con me>> oppure <<chi è contro di me>>”.

“Per questo, quando abbiamo immaginato insieme ad esperti di alto profilo un modello di sviluppo basato sulla cultura, non abbiamo pensato a brevissimo termine, come in questo caso, ma a programmare per tempo una sfida di altissimo livello – spiega ancora Giovanni Cafeo – imbarcandoci letteralmente in un progetto che, pur scadendo tra 12 anni, di fatto ci vede quasi al limite per l’enorme mole di lavoro preliminare necessario”.

“In ultimo, ma non per importanza, ritengo inopportuna se non proprio sgradevole la palese politicizzazione dell’iniziativa – conclude l’On. Cafeo – citata non a caso pochi giorni dopo in un <<messaggio alla nazione>> diffuso dall’assessore alla Cultura su un ipotetico patto per la città il cui obiettivo, come è evidente, è più legato alla ricerca della riconferma delle posizioni attraverso un’ecumenica richiesta di aiuto elettorale che all’effettivo ritorno di immagine per la città”.

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