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Canicattini, Lauretta era pronta per sposarsi

E’ tornato a chiudersi nel silenzio Paolo Cugno, il manovale canicattinese, in carcere da domenica sera, dopo avere confessato di avere ucciso la compagna, Laura Petrolito e di avere poi tentato di occultare il cadavere gettandolo in un pozzo. Ieri mattina, giorno del suo ventisettesimo compleanno, è comparso davanti al gip del tribunale aretuseo, Andrea Migneco, che ha convalidato il fermo, operato dai carabinieri. Avrebbe dovuto poi sottoporsi a interrogatorio di garanzia ma l’indagato, che deve rispondere dei reati di omicidio e di occultamento di cadavere, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’udienza si è tenuta nella casa circondariale di Cavadonna, dove Cugno era detenuto in cella d’isolamento. Alla presenza del pm Marco Dragonetti, l’uomo ha scelto di evitare di rispondere alle domande del giudice riproponendo in questo modo l’atteggiamento di assoluto mutismo, manifestato per lunghe ore alla caserma dei carabinieri di Canicattini, quando è stato rintracciato e condotto davanti al magistrato. A parlare per lui è il legale difensore, avv. Giambattista Rizza, che ha spiegato che l’atteggiamento di chiusura del suo assistito deriva da un disagio psicologico che da tempo lo affligge. Cugno nel passato è stato in cura da uno psichiatra e l’efferatezza del delitto confermerebbe che la persistenza dei disturbi. La difesa si è riservata di chiedere al giudice per le indagini preliminari una consulenza tecnica e sembra propensa a sollecitare una perizia psichiatrica per verificare se l’indagato fosse in grado di intendere e di volere al momento dell’aggressione della compagna. “Proprio per questo suo disagio – dice l’avv. Rizza – il mio assistito merita rispetto e dignità”.

Con l’udienza di convalida, insomma, si apre un procedimento penale che si prevede alquanto complesso. Parti offese sono Andrea Petrolito, padre della giovane canicattinese, che ha affidato il patrocinio all’avv. Domenico Mignosa, mentre la madre, Angela Conti e la sorella di Lauretta, hanno il patrocinio dell’avv. Katia Iemmolo. In queste battute preliminari, i familiari di Cugno hanno offerto in dono alla madre della vittima il vestito da sposa che Laura aveva acquistato in previsione della celebrazione del matrimonio con il suo compagno.

I due, infatti, avevano progettato di coronare il loro sogno d’amore, già reso tangibile 8 mesi fa dalla nascita del loro figlioletto. E lo avrebbero fatto a breve termine, visto che avevano acquistato gli abiti da cerimonia. Ma di mezzo ci si è messa la gelosia e quel carattere violento dell’uomo, manifestato sabato sera con un nuovo litigio fra i due, questa volta con le conseguenze tragiche che ne sono derivate: non solo è sfumato il matrimonio ma la vita della ventenne è stata spezzata con 16 coltellate mentre quella del compagno sembra già essere delineata con la lunga detenzione in carcere.

Dopo che l’intera comunità di Canicattini si è stretta attorno al dolore dei familiari di Lauretta, partecipando alla fiaccolata per le strade del centro collinare, gli amici e i numerosi conoscenti si preparano a rendere l’estremo saluto alla sfortunata Lauretta che voleva andare incontro alla vita ma ha trovato la morte sabato sera in una campagna di contrada Stallaini. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio alle 15.30 nella chiesa madre di Canicattini.

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