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Carcere di Cavadonna, turni massacranti: gli agenti si auto-consegnano e i detenuti solidarizzano

La casa circondariale di Cavadonna.

Ancora una volta il carcere di Cavadonna entra nelle tematiche sindacali. Gli agenti di polizia penitenziaria hanno deciso di auto-consegnarsi; già da ieri mattina, gli agenti che smontavano dal servizio, sono rimasti nella struttura carceraria. E lo rimarranno, indeterminatamente. Un’inedita forma di manifestazione a cui hanno aderito per il momento da una ventina di agenti ai quali se ne aggiungeranno altri nelle prossime ore.

Denunciano il loro disagio riguardo ai turni di lavoro che ritengono massacranti e all’endemica carenza dell’organico in servizio. “Vogliamo fare capire – dicono affacciati dalla recinzione esterna del carcere – la delicatezza della nostra situazione. Iniziamo i turni la mattina alle 8 per smontare alle 16. Giusto il tempo per recarci a casa e a mezzanotte dobbiamo coprire un nuovo turno fino l’indomani. Di fatto, non abbiamo più una nostra vita sociale e rischiamo di questo passo di non potere usufruire nemmeno delle ferie. Abbiamo superato ogni limite di sopportazione e da qui non ce ne andiamo finché non avremo, risposte”.

Le risposte che chiedono da tempo al Provveditore e dal Ministero, considerato che sono le due istituzioni a risolvere la situazione che si è creata. “Con l’apertura del nuovo padiglione, i detenuti sono 700, dei quali la metà appartenenti a camorra e ‘ndrangheta – dicono gli agenti auto-consegnati – mentre siamo 175 agenti in servizio in tutta la struttura, compreso quelli negli uffici. Ciò significa che c’è un agente per ogni 4 detenuti; siamo agli estremi e accumuliamo tensione e nervosismo che si riversano sulle nostre vite private”.

Agitazione che si riflette anche sui detenuti e non a caso si sono verificati anche di recente, episodi di aggressione nei quali hanno avuto la peggio gli agenti di polizia penitenziaria. Ieri mattina una delegazione del personale e delle organizzazioni sindacali, hanno incontrato ancora una volta la direttrice della casa circondariale, che ha allargato le braccia rispetto alle richieste reiterate degli agenti. “La direzione – dice Nello Bongiovanni, segretario della Ugl penitenziari – purtroppo non rispetta la dignità del personale non denunciando il fatto di non potere garantire la sicurezza della struttura per carenza di organico”. Richieste che sono state alla base dell’incontro della scorsa settimana con il prefetto Giuseppe Castaldo.

La situazione dell’organico è stata analizzata dal Provveditorato e dal Ministero che ha ipotizzato un organico di 260 unità per Cavadonna. “Ma è una stima al ribasso – affermano gli agenti auto-consegnati – perché non è semplice controllare tutti i reparti dei due padiglioni e garantire il servizio ai detenuti”. I detenuti hanno inteso solidarizzare con gli agenti, pur accusando disagi e ritardi nella consegna della corrispondenza, dei vaglia postali e dei pacchi, che, proprio a causa della penuria di personale, sono distribuite anche dopo diverse settimane. Le organizzazioni sindacali di categoria appoggiano incondizionatamente la manifestazione degli agenti.

C. A.

 

 

 

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