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La casa circondariale di Cavadonna.

Casa circondariale Cavadonna: 18 anni fa iniziava l’esperienza de L’Arcolaio

Gli istituti di pena svolgono la primaria funzione di luoghi in cui fare scontare la pena a coloro che si siano macchiati di reati. Ma soprattutto sono luoghi di riscatto e di reinserimento sociale, attraverso lo studio e l’impegno in attività lavorative che formano i detenuti.

18 anni fa nasceva dentro il carcere di Siracusa un’esperienza di lavoro e di cura che si richiamava ad un simbolo della nonviolenza, l’arcolaio di Gandhi.

Decine e decine di detenuti hanno trovato in quel luogo l’opportunità di orientare la propria vita al bene e dimostrare che un altro carcere è possibile. “La ruota de L’Arcolaio – ricorda oggi il professore Pippo Ansaldi – da allora non ha smesso di girare, non fermandosi neanche davanti a difficoltà drammatiche, tessendo ogni giorno quelle fila di amicizia e di pace, invocate da Gandhi, che oggi rappresentano uno straordinario capitale di relazioni umane, una rete fittissima di alleanze e di rapporti fiduciari che valica anche i confini nazionali. L’Arcolaio ha sempre guardato oltre le mura del carcere, cercando di essere generativa per il territorio, non chiudendosi mai in se stessa.

Negli anni le attività della cooperativa si sono diversificate, il gruppo dei soci lavoratori si è allargato e consolidato, come pure sono andate crescendo visibilità e reputazione. “Pur tuttavia – dice Ansaldi – l’obiettivo de L’Arcolaio rimane quello di non assumere posizioni di vertice ma contribuire a costruire cerchi di mutuo aiuto, nella convinzione che la cooperazione è la forma più intelligente di competizione.

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