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Caso Eligia, ritorna al carcere di Cavadonna Christian Leonardi

E’ stato disposto il trasferimento alla casa circondariale di Cavadonna a Siracusa di Christian Leonardi, l’uomo in carcere dal 19 settembre scorso perché accusato di avere ucciso la moglie, Eligia Ardita, all’ottavo mese di gravidanza, al culmine di un litigio avvenuto la sera del 19 gennaio scorso nella loro abitazione di via Calatabiano. Leonardi era stato trasferito al carcere di San Vittore a Milano il 20 ottobre scorso per consentire all’allora legale difensore, avvocato Gioacchino Scuderi, di assisterlo più agevolmente. E proprio a Milano si erano recati una settimana dopo il procuratore aggiunto Fabio Scavone e il sostituto procuratore Magda Guarnaccia, che stanno coordinando le indagini relative alla morte della 36enne infermiere e della figlioletta che portava in grembo.

Leonardi rimane al momento l’unico indagato in tutta questa vicenda. Per gli inquirenti, infatti, non ci sono elementi di novità che possano fare reggere l’ipotesi che qualcuno abbia aiutato Leonardi la sera dell’uxoricidio. Allo stato delle cose, i magistrati sostengono che Leonardi abbia avuto il tempo e il modo di provare a cancellare le tracce della colluttazione, quelle di vomito alla parete del soggiorno e la forza necessaria per trascinare il corpo esanime di Eligia dal soggiorno alla camera da letto dove poi l’avrebbe ricomposto sul letto matrimoniale, fino a quando ha deciso che fosse giunto il momento di chiamare il 118 per fare intervenire i soccorsi.

Ma i familiari di Eligia insistono perché si faccia chiarezza su quest’aspetto delle indagini. L’avvocato Francesco Villardita ha depositato un’istanza con la quale ha chiesto alla Procura della Repubblica di Siracusa un nuovo intervento del Ris di Messina per sequestrare un nuovo elemento che a dire degli stessi familiari potrebbe essere determinante a stabilire se davvero quella sera del 19 gennaio ci sia stato qualcuno ad aiutare Christian nel tentativo di mutare lo scenario in cui si è consumato il crimine.

Intanto, la famiglia Ardita sarà il 16 dicembre prossimo in Vaticano per essere ricevuta in udienza da Papa Francesco.

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