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Caso Open Land: in manette un giudice del Cga

Le confessioni degli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore hanno provocato i primi effetti. Questa mattina, su richiesta della Procura di Messina, la Guardia di finanza ha arrestato Giuseppe Mineo, magistrato all’epoca dei fatti in servizio al Consiglio di giustizia amministrativa.  Gli viene contestato il reato di corruzione dai pm Antonio Carchietti, Antonella Fradà e Federica Rende a Mineo. Stesso reato viene contestato all’imprenditore Alessandro Ferraro, considerato il “facilitatore” dell’operazione che, tramite un conto corrente di Malta, avrebbe fatto pervenire la somma richiesta dal giudice (115mila euro) in favore di un suo amico fraterno, l’ex presidente della Regione siciliana Giuseppe Drago, scomparso a settembre 2016, per curarsi in una clinica della Malesia.

La vicenda è quella legata al maxirisarcimento di circa 24milioni di euro che il Comune capoluogo sarebbe stato costretto a pagare a favore della Open land e che era già stata oggetto di uno dei capitoli della prima tranche dell’inchiesta che ha portato, tra gli altri, all’arresto dell’ex pm di Siracusa Giancarlo Longo. Proprio al magistrato napoletano, Amara e Calafiore avevano affidato il compito di aprire un’indagine penale, favorendo la pronuncia del Cga sul contenzioso amministrativo da 2,8 milioni di euro, poi pagati dal Comune in attesa di completare la stima dei danni dovuti al ritardo nel rilascio della concessione per la realizzazione del centro commerciale di viale Epipoli. Somma che proprio 4 giorni fa il tribunale di Siracusa ha disposto che la società debba tornare indietro nelle casse del Comune.

Nelle sue dichiarazioni ai pm di Messina, Amara racconta di un incontro con Mineo all’hotel Alexandra a Roma in cui lui e il suo socio Giuseppe Calafiore si sarebbero presentati con un’ipotesi di sentenza pronta da consegnare al componente del Cga per pilotare la decisione in favore della Open land.

Sarebbe stato lo stesso avvocato Amara, a raccontare la vicenda che ha come protagonista Mineo e le sue rivelazioni sono al vaglio anche della Procura di Roma che ha aperto un’inchiesta su presunti casi di corruzione al Consiglio di Stato. «… A dicembre 2015 De Lipsis (ex giudice del Cga) va in pensione — ha spiegato Amara ai magistrati messinesi — Qui interviene Ferraro (imprenditore siracusano arrestato con Mineo ndr) e assume un ruolo. Viene nominato relatore Mineo. Comincia la manovra di avvicinamento di Mineo. Viene trovato il punto debole: era molto amico di Drago, ex presidente della Regione (morto nel 2016 ndr). Mineo chiede a Ferraro di aiutare Drago che era molto malato. Ferraro chiede a sua volta a me ed a Calafiore. Nel 2016 allora Ocean Consulting fa un bonifico per Ferraro a beneficio della famiglia Drago ?». «Il pagamento è fatto per assecondare Mineo — ha proseguito nel racconto — Mineo ci chiede di aiutare Drago. Il conto di Ferraro è maltese. Dopo, incontrammo Mineo e parlammo della camera di consiglio. Mineo ci ha rivelato tutti i contenuti della camera di consiglio ed il suo orientamento su Open Land e su AM Group. Cercammo, io e Calafiore, a Roma all’hotel Alexandra, alla presenza di Ferraro di convincerlo a riconoscere di più. L’incontro fu preparato, Calafiore venne con degli appunti e scrisse addirittura un’ipotesi di sentenza. Gli atti furono consegnati a Mineo…».

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