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L’avvocato Scuderi parla con il padre e la sorella di Eligia.

Christian Leonardi al fratello: “Non mi resi conto che Eligia  stava soffocando”

E’ stato sentito per 11 ore  nell’aula di Corte d’assise, Pierpaolo Leonardi, il fratello di Christian imputato per la morte della moglie, Eligia Ardita e della figlioletta Giulia, avvenuta la sera del 19 gennaio 2015.  Il clou della testimonianza è stata nel riferire quanto accaduto la notte del 19 settembre 2015 quando il fratello ha deciso di costituirsi ai carabinieri per confessare di avere provocato la morte della moglie. “Insieme con l’avv. Aldo Scuderi – ha raccontato Pierpaolo Leonardi – abbiamo portato Christian allo sbarcadero per farci raccontare che cosa fosse accaduto quella sera di gennaio. Malgrado fosse incalzato dalle domande, non ci ha riferito nulla. Così lo abbiamo riportato a casa. A notte fonda lo abbiamo condotto in auto a Fontane Bianche e qui si è deciso ad ammettere le proprie responsabilità. Ci riferì che ci fu una banale lite tra mio fratello ed Eligia perché lui voleva uscire. Ci disse di averle messo una mano in bocca senza rendersi conto che la stava soffocando”.

Tanto è bastato al fratello e all’avv. Scuderi per convincerlo a farsi accompagnare al comando provinciale dei carabinieri. “Alle 4.30 – continua il teste – ci siamo fermati in piazzale Marconi. Abbiamo lasciato mio fratello in auto mentre con l’avvocato abbiamo fatto due passi in corso Gelone. Poi ci siamo diretti in caserma dove abbiamo atteso dentro la vettura l’arrivo del maresciallo Zaccariello a cui mio fratello si è costituito”.

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