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Comitato scuole sicure: “pums ricorso al Tar”

“Se qualcuno ha ben pensato di tagliare fuori le scuole dalla redazione di un Pums funzionale, che guardi agli assetti viari futuri della città, senza però trascurare le emergenze presenti, soddisfacendo realmente le necessità di mobilità di tutti i Siracusani, si sbaglia di grosso!”.Ad affermarlo è il Comitato Scuole di Siracusa, che ha deciso di predisporre l’impugnazione del Piano urbano della Mobilità Sostenibile, promuovendo ricorso al Tar, che sarà formalizzato entro il termine di 60 giorni dall’approvazione dello stesso da parte del Consiglio comunale, così come previsto dalla legge.“Le scuole– sottolinea Gianluca Belviso, componente del direttivo del Comitato- infatti, rappresentano “le aziende”, che fra impiegati, docenti, studenti e visitatori, contano il più alto numero di utenti al loro interno, e pertanto sono parti in causa che non possono essere estromesse dalla pianificazione, pena la non validità del piano stesso. L’urgenza di realizzare percorsi viari sicuri, fluidi, con annesse alternative, da e verso i principali istituti scolastici del capoluogo, dove confluiscono alunni di tutta la provincia e in vista dell’incremento dell’offerta formativa universitaria anche da altri territori siciliani, si è manifestata anche oggi, in seguito ad un “banalissimo” temporale. Sembra assurdo che per cattiva manutenzione delle caditoie, per non aver mai predisposto un piano di defluizione delle acque meteoriche, o non aver provveduto in tempo a rimuovere conche e affossamenti dal manto stradale, diversi istituti, specie quelli ubicati nell’area della Borgata e della zona pre-umbertina, come il Corbino o l’Istituto Rizza, abbiano avuto gli accessi inabissati, tanto che diversi sono stati i ragazzi entrati in classe bagnati come pulcini, anche nella zona alta della città”.“Bene- concludono Belviso e il presidente del Comitato, Angelo Troia- a noi premono Salute e Sicurezza dei nostri ragazzi e non siamo disposti a tollerare l’inerzia delle amministrazioni, in questo caso quella comunale, per quel che concerne l’adeguamento ai parametri di sicurezza degli interni e anche degli esterni delle scuole. Ad ogni problema c’è sempre una soluzione, quando non la si trova è perché non c’è volontà di agire. Mancano i soldi? Basta intercettare in tempo bandi ministeriali e comunitari e presentare progetti che godranno di una valutazione positiva per accedere a finanziamenti. Non riescono a farlo? Bene, ci siamo più volte offerti di pensarci noi, gratuitamente, per spirito di servizio nei confronti della nostra comunità, dei nostri figli. Spetta a loro accettare la nostra offerta a collaborare, finora non tenuta in considerazione dal Comune, mentre il Libero Consorzio ha accolto il nostro appello e i risultati iniziano ad arrivare”.

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