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Concerti al teatro greco: Granata e la carta di Siracusa

Imperversa soprattutto sui social il dibattito relativo ai grandi concerti previsti per la prossima estate alò teatro greco di Siracusa. L’ultimo post riguarda l’assessore Fabio Granata, oggi annoverato tra coloro che dicono sì a questo tipo di eventi. E’ stata rispolverata una sua dichiarazione del 15 gennaio 2019 quando se la prendeva con la Regione siciliana per l’emanazione di una circolare che apriva indiscriminatamente il teatro ad altre topologie di spettacoli, diverse dalla tradizione classica. Una scelta che, a suo dire, va contro ciò che rappresenta il teatro greco di Siracusa, cioè, il luogo dell’anima e della tradizione classica, difeso da ogni genere di profanazone.

Il 27 aprile, replicando alla nota di un’associazione di archeologi, Granata ha difeso la scelta dell’amministrazione comunale di programmare i concerti al teatro greco. Afferma che i concerti sono regolarmente autorizzati da Soprintendenza e parco archeologico della Neapolis, si svolgono sulla stessa struttura sapientemente allestita dall’Inda e non intaccano in alcun modo le prescrizioni della Carta di Siracusa. La Carta di Siracusa è un documento voluto dallo stesso Granata per la conservazione, la fruizione e la gestione delle architetture teatrali antiche e in molti si sono chiesti se e come intende essere rispettata nel caso dei grandi concerti.

L’assessore non si scompone e affida a un post la sua replica. “L’unico vero problema riguarda la copertura lignea che protegge perfettamente ma che allo stesso tempo occlude la vista del Teatro ai Viaggiatori per qualche mese: ma non credo che, soppesando la tradizione centenaria degli Spettacoli Classici, la loro straordinaria unicità e importanza e la loro fondamentale funzione culturale e socioeconomica per la Città e per la Sicilia, qualcuno sano di mente possa non comprendere la scelta della sapiente copertura che cosi, con i Grandi concerti, viene mantenuta per un mese in più.

L’essenza della questione e unico argomento ai miei occhi valido contro eventi di qualità diversi da quelli Teatrali, è rappresentato dal vulnus al patrimonio immateriale della immagine del Teatro Greco, alla sua percezione di Luogo dell’Anima legato alla Tradizione Classica che viene scalfita dalla “profanazione” di altri generi artistici: si tratta di un compromesso accettato che tiene conto della volontà di rendere variegata l’offerta culturale e soprattutto della importanza di creare le condizioni per prolungare e arricchire la forza d’attrazione di una stagione turistica delicata, quella della ripartenza dopo la morte civile della Pandemia, con i suoi intuibili risvolti economici positivi per la Città”.

Infine, la proposta: “Bisogna creare le condizioni per progettare una struttura interna al Parco e alternativa al Teatro Greco dove ospitare eventi diversi da quelli della Stagione Inda”.

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