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Consorzio Asi, pensione integrativa: il Tar dà ragione agli ex dipendenti

Gli ex dipendenti del consorzio Asi in liquidazione, che avevano versato i contributi per ottenere la pensione integrativa, stanno incassando una sfilza di sentenze a loro favorevoli dal Tar di Catania. Per ultimo tre ex dipendenti che hanno ottenuto che l’Area di Sviluppo Industriale debba eseguire il decreto ingiuntivo reso con diverse sentenze dalla sezione lavoro del tribunale aretuseo. Per questi tre casi il consorzio deve ottemperare al pagamento di circa 55mila euro, e i giudici della terza sezione hanno disposto la nomina di un commissario ad acta, nella persona del segretario generale del Comune capoluogo, che dovrà provvedere all’esecuzione della sentenza.  

In tutti e tre i procedimenti amministrativi, per i quali i ricorrenti sono stati assistiti dagli avvocati Pietro e Valentina Mangiafico, l’amministrazione chiamata in causa non si è costituita in giudizio, stessa cosa aveva fatto per i casi precedenti per i quali i lavoratori oggi in pensione hanno ottenuto il decreto di ottemperanza per riscuotere la somma di 65 mila euro. Il tribunale amministrativo ha già esitato altri sette casi mentre ha fissato l’udienza per tre dipendenti per il 6 aprile, per altri due a maggio e per altri due casi ancora a giugno. 

La questione riguarda tutti quei dipendenti del consorzio di viale Scala Greca che nel corso degli anni avevano versato contributi volontari per ottenere la pensione integrativa. Tutto poggiava su un vecchio regolamento che equiparava il trattamento pensionistico di questi lavoratori a quelli regionali. In tanti avevano anche cominciato a percepire tale trattamento finché non è sopraggiunto il parere negativo dell’ufficio legale della Regione siciliana che ha bloccato l’erogazione della pensione integrativa. 

Sono scattati i ricorsi al tribunale del lavoro che ha emesso sentenze di condanna a carico del consorzio Asi. Ad eccezione di un pignoramento presso terzi della somma di 350mila euro, per il resto l’Asi ha dichiarato di non avere fondi a sufficienza per pagare quei pensionati. Nel mese di agosto scorso, in sede di assestamento del bilancio, è stato approvato un emendamento che stanziava fondi a favore dell’Irsap per colmare questa lacuna. Ad oggi, però, al di là dell’impegno, nessuna risorsa è stata trasferita all’istituto. 

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