Continua la protesta degli autotrasportatori siciliani contro il caro carburanti. Chiesto un incontro con il ministro dell’interno
Non si ferma la protesta contro il caro carburante degli autotrasportatori siciliani, che stanno bloccando le attività nei porti dell’isola, mettendo a rischio i rifornimenti anche dei beni di prima necessità.
Il governo regionale sta mettendo a punto un emendamento da 25 milioni di euro per fronteggiare la grave congiuntura economica che sta colpendo diversi settori produttivi dell’Isola. La misura è concepita per attenuare gli effetti del rialzo dei prezzi dei carburanti, aggravati dagli eventi bellici degli ultimi mesi, che hanno inciso in modo particolare sul trasporto merci su gomma. Il “pacchetto caro carburante” sarà esteso anche all’agricoltura e alla pesca, comparti a loro volta penalizzati dall’aumento dei costi di produzione. L’obiettivo è di sostenere non solo gli autotrasportatori, ma anche settori strategici come l’agricoltura e la pesca, fondamentali per l’economia e l’occupazione dell’Isola.
“Apprezziamo la sensibilità della Regione – dice Salvatore Bella, segretario del Comitato trasportatori siciliani – ma chiediamo un incontro con il ministro Salvini considerato che i nostri problemi possono essere risolti solo dal ministero dei trasporti. Rimaniamo nei piazzali». Il fermo quindi rimane, l’adesione in Sicilia è totale e, in mancanza di risposte concrete, continueremo ad oltranza».




