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“Cose siracusane”: al Teatro con il plaid… e su tutta la storia la Procura vuol vederci chiaro

Il Teatro comunale di Siracusa di primo acchito rimane vittima della vecchia regola: “La gatta frettolosa fece i gattini ciechi”. Ma l’eco generale rimane dell’organizzazione di questi giorni approssimata, nella speranza che al più presto tutto possa ritornare nella normalità.

La commissione comunale di vigilanza per i pubblici spettacoli aveva terminato i sopralluoghi e rilasciato l’autorizzazione provvisoria fino al 15 febbraio, per lo svolgimento degli spettacoli programmati. Il taglio del nastro è stato in occasione del concerto di Natale e a seguire una serie di spettacoli.

Benvenuti al Teatro comunale, dove l’omologazione inserita nella prima agognata autorizzazione era per 406 posti, mentre i settanta del loggione si aggiungeranno in seguito (?). Così riportava la cronaca; ma cosa significa non si capisce ancora. Infatti, la stessa commissione è stata convocata per il prossimo 10 febbraio; all’ordine del giorno il “rilascio del parere di competenza sulle condizioni di solidità, di sicurezza e d’igiene dei locali riguardanti il Teatro comunale di Siracusa”. Si presume il documento definitivo. Ma i conti non tornano.

Secondo la logica deduzione qualcosa non quadra. “Sulle condizioni di solidità, quindi di possibile o meno agibilità (?); “sicurezza” idem, e la stessa cosa per “l’igiene dei locali”. A lume di naso mancano all’edificio del Teatro comunale di Siracusa queste tre condizioni, o almeno non sono ben definite, senza le quali è possibile renderlo fruibile al pubblico, quindi poterlo utilizzare. Ma allora fino ad ora com’è stato possibile immettere 400 persone all’interno del Teatro senza la “solidità” del sito, la “sicurezza” e le condizioni “d’igiene? La “solidità” o c’è o non c’è, così come tutto il resto. Delle due una.

A ben sentire negli ambienti giudiziari, su tutte le tematiche del Teatro comunale, le stesse domande si sarebbe posto anche la Procura della Repubblica di Siracusa, “attivando le condizioni giuridiche dell’attenzione”, ancora una volta sull’attività della pubblica amministrazione siracusana, per capire le tematiche di gestione, l’affidamento, la convenzione, la concessione, lo stato dei lavori e tanto altro ancora.

Ma non è finita. Sabato scorso una serata all’insegna della musica, dove due bravi pianisti si sono esibiti davanti ad un pubblico di affezionati; ma in tanti si sono lamentati dell’organizzazione. E i commenti a bocce ferme, sono: “Una fila e una snervante attesa fuori al freddo solo per fare i biglietti d’ingresso, dove alla fine sono stati gli addetti alla biglietteria che hanno proceduto all’apertura del portone per far entrare il pubblico, che nel frattempo si erano congelato ad aspettare sotto le stelle in piedi. Ma le sorprese non sono finite. All’interno del Teatro comunale, quantunque l’autorizzazione provvisoria (?), i riscaldamenti non erano in funzione. Il freddo ci ha costretti poi a rimanere con cappotti addosso e con i plaid sulle gambe. Mai più così”.

Insomma, un’approssimazione alla “siracusana” che non è il caso di girare il coltello nella piaga e riportare il continuo della storia di una serata al nuovo e splendido Teatro comunale. Una fatto originale di “Cose Siracusane”. La domanda di rito da parte di un tecnico è stata: “Poteva capitare benissimo un collasso anche di piccole dimensioni nella struttura solo del loggione che non è stato abilitato dalla commissione e sollecitato dal peso caricato sul basso della struttura.”

Concetto Alota

 

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