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Covid-19. In Sicilia 1.278 nuovi positivi, 38 i morti, 780 guariti. A Siracusa 126 casi

Covid-19. Nelle ultime 24 ore in Sicilia sono stati riscontrati 1.278 nuovi positivi su 39.776  tamponi dei quali però sono 8.374 quelli molecolari mentre gli altri sono test rapidi. Le vittime sono state 38 che portano a 3.027 deceduti dall’inizio della pandemia. I positivi sono 46.885 con un aumento di 460 casi. La mappatura dei contagi nelle province: Palermo 428, Catania 362, Messina 201, Siracusa 126, Caltanissetta 61, Enna 40. Trapani 35, Ragusa 18 ed Agrigento 7. Negli ospedali i ricoveri sono 1.649, 19 in più rispetto a ieri, dei quali 205 in terapia intensiva, 3 in meno rispetto a ieri.  I guariti sono 780 che portano il totale a 72.095.

Covid-19. Governo: agli infermieri misere 60 euro. Cni Fsi-Usae: «Raccolta firme al Papardo di Messina, noi chiediamo uno legittimo stipendio di almeno 2.000 euro netti»

Va avanti la raccolta firme per chiedere al Governo uno stipendio legittimo di 2.000 euro agli infermieri, promossa dal Cni Fsi-Usae che contesta la legge di bilancio: “ha concesso un’elemosina di 60 euro mensili agli infermieri e poco più di 30 euro alle altre 20 professioni sanitarie, il Governo ha dimenticato gli operatori sanitari che sono stati beffati”: per questo prosegue la raccolta firme, spiega il segretario regionale del sindacato Fsi-Usae e Coordinatore Nazionale del Cni Coordinamento Nazionale Infermieri Calogero Coniglio.

Al centro della protesta c’è la legge di bilancio. “Nella legge di bilancio il Governo ha ignorato che gli operatori sanitari hanno dato e continuano a dare l’anima per combattere questo nemico invisibile”, afferma Coniglio. “È vergognoso che lo stesso Governo che li aveva definito tutti eroi si sia ridotto a concedere un’elemosina per gli infermieri e le altre professioni sanitarie”.

I medici – continua il Segretario Fsi-Usae – hanno ottenuto nella legge di bilancio il triplo dell’indennità degli infermieri e delle professioni sanitarie. L’obiettivo degli infermieri e delle professioni sanitarie oggi è aver uno stipendio netto di almeno 2.000 euro. Non ci si può chiedere lauree e specializzazioni e poi pagarci meno di un operaio”.

Il Coordinamento Nazionale degli Infermieri Fsi-Usae denuncia il dramma – sottolinea Coniglio – “oltre 72.000 operatori sanitari contagiati dall’inizio della pandemia, 52 il bilancio degli infermieri morti per coronavirus da marzo a oggi, sempre più soli, e costretti a combattere disarmati che rischiano la paralisi per la carenza di personale e posti letto”.

“Il Cni- Fsie chiede a gran voce, e chiama gli infermieri  a protestare  – continua Coniglio – gli stipendi sono logorati dall’aumento del costo della vita, e pertanto chiediamo che i fondi contrattuali siano adeguati a consentire la rivalutazione delle indennità notturna, festiva, semifestiva e di pronta disponibilità ferme da 20 anni e la possibilità di fare carriera attraverso la riclassificazione del personale”:

“Questo Governo non può rimanere sordo a queste legittime richieste”, continua Rosaria Privitera referente Fsi-Usae all’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina – “Invitiamo tutti gli operatori a unirsi alla protesta, quale segno tangibile di quel malessere che regna sovrano in ogni servizio sia ospedaliero che territoriale dove molto spesso ci si dimentica dell’esistenza” – sostiene Privitera, che parla di “una grande beffa”.

“Invitiamo le forze politiche che siedono in Parlamento a lavorare tutti insieme per consentire agli infermieri e alle professioni sanitarie di avere un retribuzione proporzionata alla responsabilità, una giusta retribuzione in linea con la media europea deve essere almeno di 2.000 euro” – conclude Coniglio.

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