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Covid, in aumento i casi nella zona industriale

 Si scaricano le responsabilità sui Lavoratori. Il tampone è fondamentale per il tracciamento, non si paga per andare al lavoro.
Proprio mentre il decreto che stabilisce l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro passa all’unanimità in Consiglio dei ministri, con tutte le sue implicazioni per i lavoratori, il rumore di fondo della discussione politica che sta attraversando il paese, registra ancora una volta le difficoltà
della politica nel prendere una decisione diretta e far votare al Parlamento una norma che obblighi alla vaccinazione anti Covid-19. Per non affrontare questo problema, mostrando tutta la debolezza dell’impianto di politica di sanità pubblica, si ricorre ancora una volta a sovraccaricare lo strumento del
green pass, strumento divisivo e discriminatorio, di valenze e di funzioni inappropriate lanciando messaggi contraddittori con una comunicazione che destinata al fallimento evidenzia tutta la sua ipocrisia. Il green pass potrebbe essere un efficace strumento di monitoraggio e controllo se integrato
ad una legge che renda obbligatorio la vaccinazione, ma il tentativo di scaricare sulle parti sociali la gestione dello strumento rappresenta l’apoteosi della debolezza di un Governo che non riesce ad affrontare la questione nodale. E mentre il green pass viene esaltato come strumento non di sanità pubblica ma di “sicurezza”, nei posti di lavoro le aziende siracusane stanno pericolosamente abbassando la guardia sulle procedure anti Covid previste dai protocolli, sottovalutando una tendenza che rischia di diventare una vera e propria emergenza, visto l’incremento preoccupante di casi di positività registrati in tutta la Provincia e nel Petrolchimico di Priolo.
In questi giorni dobbiamo purtroppo registrare un incremento delle segnalazioni di casi di positività riconducibili alle aree del Petrolchimico, situazione che vista la complessità e la mancanza di corrette informazioni potrebbe essere già fuori controllo. La necessità operativa di “contatti lavorativi” e la forte trasmissibilità della variante Delta diventano, nel Petrolchimico, fattore di rischio inaccettabile che bisogna contrastare con un’azione preventiva con indagini diagnostiche (test sierologici e tamponi gratuiti) su vaccinati e non vaccinati, per identificare eventuali soggetti con positività o che, al momento asintomatici, presentono una anamnesi a rischio di malattia.
Ribadendo ancora una volta il nostro invito a vaccinarsi, a fronte delle segnalazioni raccolte in questi giorni su casi di positività al Covid-19 di soggetti operanti nelle aree del Petrolchimico di Siracusa, riteniamo occorra ripristinare una corretta azione di prevenzione e di contrasto
applicando quanto previsto dai protocolli anti Covid, che nei mesi più difficili della pandemia hanno consentito il proseguo delle attività in sicurezza. Chiediamo, all’ASP Siracusa di riattivare i presidi istituiti presso il Petrolchimico per proseguire ed incentivare la campagna
vaccinale e predisporre l’esecuzione di test sierologici gratuiti al quale potrà rivolgersi tutto il personale delle imprese, diretti e appalti, che insistono nel perimetro del Petrolchimico. In tutte le situazioni in cui si evidenzieranno inadempienze da parte dei datori di lavoro la FIOM inviterà i lavoratori, ai sensi del Testo Unico sulla Sicurezza (D. Lgs. 81/2008), a fermare le attività sino al ripristino delle condizioni di sicurezza, riservandosi di attivare tutte le azioni utili alla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.

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